Cleopatra, la regina che voleva fare dell'Egitto il centro dell'impero romano
La storiaRoberto LodigianiDescritta già dalla propaganda di Ottaviano, interessata a deformarne la personalità, come una "femme fatale" che con le sue arti ammaliatrici aveva saputo sedurre Giulio Cesare e poi Marco Antonio, manovrandoli abilmente per la sua brama di potere, Cleopatra fu in realtà una donna di grande intelligenza e molto colta, che coltivò il disegno di fare dell'Egitto dei Tolomei il centro dell'impero. Ma fu l'Occidente romano a prevalere sull'Oriente ellenistico, e la storia dell'umanità prese una strada diversa.E' il controritratto (rispetto a una vulgata non sempre rispettosa, anzi spesso ingenerosa nei suoi confronti, oltre che sfacciatamente maschilista) che della regina egizia traccia nel suo libro "Cleopatra. Una donna" (Einaudi) lo storico e saggista Aldo Schiavone, atteso oggi nell'Aula Bernardi del collegio Ghislieri (ore 18), per l'ultimo appuntamento dei Lunedì della storia; dialogherà con lui Livia Capponi, docente di Storia Antica dell'Università di Pavia, autrice a sua volta di una biografia della regina tolemaica. L'opera di Schiavone completa la trilogia dedicata a figure controverse dell'epoca romana: già usciti i capitoli su Spartaco e su Ponzio Pilato.«Cosa c'entra Cleopatra con uno schiavo e il governatore romano della Giudea? Schiavone lo spiega nell'introduzione - osserva Livia Capponi - Il suo intento è quello di fare luce su personaggi discussi e per certi versi opachi, nel senso che di loro si conosce poco, ma le cui vicende hanno avuto ripercussioni notevoli: Spartaco per il modo di concepire la schiavitù, Pilato per l'avvento del cristianesimo e Cleopatra per il suo tentativo, condiviso con Antonio, di trasformare Roma in una monarchia ellenistica. Ma ad Azio vinse Ottaviano e a spuntarla fu il modello occidentale».Schiavone analizza sette momenti-chiave della vita di Cleopatra. «Lo fa senza mai indulgere in considerazioni anche solo vagamente sessiste, ma sempre rispettoso del suo essere donna e madre». Non mancano, in questa carrellata, l'incontro con Cesare, che ebbe da lei un figlio (lo sfortunato Cesarione, fatto uccidere da Ottaviano Augusto insieme ai fratelli) e che dopo la crociera sul Nilo la portò con sè a Roma, per un soggiorno che secondo Schiavone durò un paio d'anni, dal 48 al 46 avanti Cristo. Poi l'amore con Antonio, i patti d'Antiochia stipulati col generale romano (già braccio destro di Cesare) prima della disastrosa campagna contro i Parti, la decisiva battaglia di Azio, vinta da Agrippa ma nella quale, sostiene lo storico campano, non è vero che Cleopatra si diede alla fuga trascinando alla rovina l'intera flotta. Infine il suicidio, provocato - davvero - dai serpenti, per Schiavone, anche se la tesi del veleno ingerito dalla regina alla maniera orientale non può essere scartata. --© RIPRODUZIONE RISERVATA