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OTTOBIANO Oggi "The liminal journey picture", film del 29enne regista Loris Comelli, è in selezione ufficiale al Vespertilio Awards di Roma, primo premio cinematografico per il cinema horror. «Il film - riassume Comelli, nato in Brasile e adottato da una coppia di Ottobiano - non segue la classica narrazione del cinema di genere, ma esplora il mondo degli spazi liminali che hanno iniziato a svilupparsi nel 2019 con il film "The Backrooms" di Kane Pearsons pubblicato su YouTube. Questo tipo di estetica è stata, poi, ripresa dalle reti sociali, in particolare Instagram, su cui gli utenti del web hanno potuto declinarla in varie forme. Ora l'estetica degli spazi liminali vive in un cortometraggio di cinque minuti intrecciando l'horror sperimentale, l'immagine grezza dei vecchi Vhs e i formati d'immagine. Non è un classico film, quindi, ma un esercizio di stile». Questa la trama: Dennis, dopo aver provato una nuova droga, si alza dal letto e inizia a vagare per uno spazio liminale infinito. I luoghi si sono svuotati di persone, il tempo sembra essere diventato indeterminato, come fosse un'era pre-civile. Si ritrova in un parco e inizia a pensare di essere seguìto da una presenza (umana o non umana). La tensione cresce e il delirio inizia a popolarsi di figure deformate e sproporzionate, visi, mostri, elementi infantili. Il delirio termina quando Dennis ritorna a casa. Loris, quando frequentava ancora la scuola media, si fece comprare una telecamera, ancora quelle con i mini dv, e nel 2009 girò un film di 90 minuti, "Incubo senza fine" «Era un film horror super amatoriale - ricorda Comelli - con colpo di scena finale, che nel gennaio 2010 è stato proiettato nel cinema di Ottobiano con tutto esaurito. Poi sono arrivati i cortometraggi "La libellula" (2011) e "Ballo in maschera" (2012). Dopo la laurea, nel 2020, ho girato il mio primo cortometraggio, "Vera", un film biografico su Vera Coghi, una delle prime imprenditrici agricole della Lomellina». --Umberto De Agostino