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Pasqua è la festa della rinascita, dell'arrivo della bella stagione: sui prati si vedono i primi fiori e crescono rigogliose le erbe spontanee, utilizzate in cucina e dalle infinite proprietà benefiche.Sono raccolte con i cestini. In Oltrepo, per ricordare questa tradizione, si utilizzano i cestini fatti di pane, con all'interno un uovo vero. desideri e proprietà curative«Troviamo nei nostri campi il tarassaco - spiega la scrittrice Cinzia Montagna -, conosciuto come dente di cane, qualcuno lo chiama anche girasole, perché ha quel fiore giallo, tra i primi a sbocciare, che poi fa una sfera di spore: se si staccano tutte quando ci si soffia sopra, la credenza dice che si avveri il desiderio immaginato. Le foglie più giovani sono idonee in insalata o per le frittate. È diffuso anche il luppolo selvatico, i värtìs, ottimo nel risotto».Le proprietà curative delle erbe sono note fin dall'antichità: «A Montù Beccaria, nei primi decenni del Seicento, venne fondata una farmacia dai padri Barnabiti che aveva sede in quello che oggi è il castello, lasciato loro in eredità da Aureliano Beccaria, proprio affinché aprissero una farmacia per aiutare i poveri. Divenne una delle più importanti del Nord Italia, rimanendo attiva fino alla soppressione del convento. Nel Medioevo si riteneva che la forma delle foglie o dei frutti fosse collegata all'organo a cui potevano portare beneficio: la salvia, che ha la forma della lingua, era utilizzata come disintossicante, anti infettivo della gola; la noce si diceva facesse bene al cervello. Oggi, quello che all'epoca era basato sulla deduzione, è scientificamente provato». L'altro simbolo è l'ulivo. «È una pianta longeva. In Oltrepo c'è stata una rigenerazione della sua coltivazione, ma in realtà ha origini antichissime. Oliva Gessi si chiama così perché oltre alle cave di gesso, c'erano gli ulivi. Vicino alla chiesa del Castello di Santa Giuletta ce ne sono alcuni secolari, da cui vengono presi i rametti che sono poi benedetti nelle parrocchie della zona. Si dice che quando c'era un temporale forte si gettasse un rametto di ulivo in cortile, perché avrebbe allontanato il fulmine che, essendoci delle strutture di legno e tanta paglia, rappresentava un pericolo». Sulle nostre tavole non mancherà la colomba.l'invenzione della colomba«In Lombardia ci si contende il primato dell'invenzione. Si narra che, nel VI secolo, sia stato dato questo dolce a re Alboino che stava assediando Pavia, per ingraziarselo. Avrà il suo boom negli anni Trenta del secolo scorso grazie alla Motta. Dal 2005 è riconosciuto come un Prodotto agroalimentare tradizionale (Pat) da un decreto dell'allora ministero delle Attività produttive». Un'ultima curiosità "definitoria" raccontata da Cinzia Montagna: «In Oltrepo Pasquetta è chiamata l'Epifania, mentre il lunedì di Pasqua, è il lunedì dell'Angelo». --FRANCO SCABROSETTI