Senza Titolo

LANGOSCO Cascina Regina è una delle prime aziende agricole italiane ad aver coltivato biologico. Nei primi anni Settanta del secolo scorso Domenico Lesca incontrò alcuni agronomi tedeschi venuti in Italia per spiegare i princìpi filosofici di Rudolf Steiner. «Mio padre era interessato a queste teorie - spiega il figlio Simone Lesca, affiancato dalla moglie Serena - perché aveva mantenuto un concetto tradizionale dell'agricoltura. Il contadino che si affida agli antichi metodi di coltivazione e osserva i cicli della luna per il momento di semina sembra un archetipo consegnato alla lettura, in un'epoca in cui le tecnologie più avanzate sono giunte nei campi travolgendo antichi adagi e superstizioni. Ci sono però agricoltori che vanno controcorrente sfidando tendenze e proposte di grande produttività forzata per recuperare i metodi naturali: vivono e lavorano nelle aziende biologiche, all'insegna di una scienza che rifiuta ogni prodotto chimico, per utilizzare solo elementi naturali». Così Simone e Serena conducono l'azienda come esempio di agricoltura biologica. Gli appezzamenti sono coltivati a prato, sovescio, riso (Carnaroli, Baldo, Ribe, Originario e Thaibonnet), mais, grano e legumi: produzioni, in vendita sul sito aziendale, indispensabili per mantenere l'originaria ricchezza di humus nel terreno. Da mezzo secolo, poi, una piccola riseria garantisce la lavorazione dei cereali con procedimenti all'antica. Per combattere le infestanti in risaia, Lesca utilizza la "falsa semina". «Tutto è predisposto come per la semina normale, ma non viene gettato il seme - spiega - Alla fine di aprile le malerbe germinano e crescono: noi togliamo bruscamente l'acqua e usiamo l'erpice per sradicare le infestanti. Pulito il terreno, viene immessa l'acqua a un livello piuttosto alto: poi si aspetta ancora una volta che le infestanti germoglino e si ripete il procedimento una seconda volta. Quindi si passa alla semina vera e propria del riso». --Umberto De Agostino