«Chiuso con troppa fretta» Cisl non firma il contratto
PaviaLa Cisl non ha firmato il contratto integrativo aziendale per i lavoratori del comparto sanità del San Matteo, sottoscritto a inizio dicembre da Cgil, Uil, Fials e Rsu (la rappresentanza sindacale unitaria). «Un contratto chiuso con troppa fretta, nonostante la contrattazione sia cominciata a gennaio dell'anno scorso» afferma Domenico Mogavino, segretario della Cisl Fp Pavia-Lodi. «Non è stata una vittoria, perché si è rimandata la discussione per tematiche fondamentali per i lavoratori come i contingenti minimi di sciopero: oggi non abbiamo chiarezza su chi può o non può scioperare. C'è poi il tema del diritto allo studio, l'orario di lavoro e altri temi come il welfare aziendale o il fondo perequativo. La Cisl rimane a disposizione per affrontare in ulteriori incontri questi temi, che hanno ricadute sia organizzative che economiche sul personale». Il contratto integrativo aziendale firmato da Cgil, Uil, Fials, Rsu e San Matteo è un documento che aggiunge tutele - e qualche benefit - al contratto nazionale di categoria per i lavoratori del comparto sanità. Tra le novità, il ritocco al rialzo delle indennità per il lavoro notturno e quelle per la reperibilità. È stata poi rivista l'indennità di turno notturno e quella di pronta disponibilità, mentre è stato istituito il gettone per la cosiddetta chiamata "oggi per oggi". Ma la negoziazione non ha soddisfatto la Cisl, che ha deciso di non sottoscrivere l'accordo. --