Voglia di Comunità energetiche 36 progetti, uno già avviato
Luca Simeone / vigevanoSono 37 in provincia di Pavia i soggetti (34 Comuni, due parrocchie, un privato) che hanno avviato un percorso per la costituzione di una Comunità energetica rinnovabile (Cer). La mappatura è contenuta nello studio elaborato dalla Fondazione Romagnosi, presentato ieri nella sala consiliare del Comune. Un tema di estrema attualità, quello delle associazioni locali che hanno l'obiettivo di condividere la produzione, lo scambio e il consumo di una risorsa fondamentale, il tutto nell'ambito di un nuovo modello partecipativo e sostenibile teso alla riduzione degli sprechi e alla sostituzione dell'uso dei combustibili fossili con fonti rinnovabili.IL QUESTIONARIOLo studio della Fondazione Romagnosi, al quale hanno partecipato Emanuele Cusa (Università Milano Bicocca), Marta Cusa, Edoardo Slerca (Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana), Paolo Graziano (presidente della Fondazione Romagnosi), Andrea Zatti (referente del rettore dell'Università per la sostenibilità), attraverso un questionario online proposto tra fine marzo e fine aprile ai Comuni della provincia ha voluto anche testare il grado di conoscenza del tema Cer da parte delle amministrazioni locali e la loro propensione a promuovere la costituzione di una Comunità energetica. Al sondaggio hanno partecipato 47 comuni della provincia (il 26% dei 186 totali) un campione rappresentativo sia territorialmente che per classi dimensionali. L'81% ha dichiarato di conoscere le Cer, mentre il motivo principale per costituire una comunità viene individuato soprattutto nella riduzione dei costi energetici della propria collettività di riferimento (87%, ma nei comuni più grandi, sopra i 5mila abitanti, arriva al 100%), e l'aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili (63%, tra i comuni più grandi questa percentuale cala).LA MAPPACirca metà delle amministrazioni ha un livello medio-basso di conoscenza della normativa sulle Cer, il 17% basso o nullo, il 34% medio-alto. L'interesse per la costituzione di una Cer è però molto elevato (40%) o medio-alto (32%), mentre il 51% dei comuni si è dichiarato interessato a costituire una Cer, solo il 4% risponde di no e il 45% non lo sa. Tra le principali difficoltà individuate ci sono iter burocratico e costi, ma anche la scarsa conoscenza della materia. In generale, sono soprattutto i comuni della Lomellina e dell'Oltrepo a sembrare più preparate e più motivati a costituire una Comunità energetica. Tra i 37 comuni e altri soggetti che si sono già attivati figura solo una Cer già costituita, quella di Torre Beretti e Castellaro (26 famiglie partecipanti allacciate alla cabina collegata a un pannello fotovoltaico; una seconda Cer in fase di avvio) mentre altre 15 sono in fase di realizzazione, altre 14 in fase preliminare e le restanti 9 hanno solo avviato iniziative di informazione. La Fondazione Romagnosi, oltre alla Cer di Torre Beretti, ha focalizzato la sua attenzione su alcuni progetti: quelli del Comune di Vigevano, l'unico ad essere sviluppato assieme ad Assolombarda; della Comunità Suardi (Cooperativa sociale famiglia Ottolini) cofinanziata dalla Fondazione Cariplo; della parrocchia del Ss. Salvatore a Pavia: del Comune di Broni (patrocinata dalla Provincia); del Comune di Voghera (coinvolta anche l'Asm). Ci sono poi le Cer proposte dall'Anpci (Associazione piccoli comuni), un modello molto semplice e flessibile: hanno deciso di adottarlo i comuni di Miradolo Terme, Inverno e Monteleone, Costa De' Nobili e Valle Lomellina. --