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C'è tempo fino a fine anno, e «l'obiettivo è di non perdere nemmeno un euro». Il ministro per gli Affari europei Raffaele Fitto suona la carica sui Fondi europei del periodo di programmazione 2014- 2020: «Siamo realisti», assicura. «Si può raggiungere questo risultato lavorando intensamente». Serve però un ripensamento più complessivo: «I fondi Ue non saranno più un assegno in bianco per le Regioni - garantisce quindi -. Il meccanismo sarà diverso, prima l'elenco delle opere da fare e poi le risorse», afferma. Le reali percentuali della spesa realizzata secondo il ministro «sono da verificare» e comunque «nei prossimi 2-3 mesi ci sarà una accelerazione in tutte le Regioni». In ogni caso «tra fondi europei e statali per l'intero periodo bisognava spendere 126 miliardi: nei primi mesi di quest'anno abbiamo verificato che la spesa era al 34%. C'è un problema di sistema su cui stiamo intervenendo», ammette allora Fitto. Intanto i numeri pubblicati sul portale della Commissione europea Cohesion Data danno un quadro di grande ritardo. A fine giugno '23, ad esempio, l'Italia risulta aver speso e rendicontato solo uno sugli oltre sette miliardi disponibili del programma operativo nazionale 'Sistemi per le politiche attive per l'occupazione' (si parla sempre del ciclo 2014-2020). Nel Paese l'esecuzione di alcuni programmi «rimane problematica», sottolinea una portavoce dell'esecutivo comunitario. L'Italia è tra i principali beneficiari del React-Eu, quel sostegno-ponte creato con la pandemia per aggiungere nella crisi risorse supplementari del bilancio europeo 2021-2027 alle politiche di coesione 2014-2020. Si è aggiudicata risorse aggiuntive per 14,4 miliardi, 4,7 miliardi in più per le politiche sull'occupazione. Certo il ritardo di spesa non riguarda solo l'Italia, ma è legato anche al rallentamento economico con il Covid e alla guerra in Ucraina. E poi al completamento di alcuni progetti ancora da finire aumenterà anche il livello di esecuzione dei programmi. Va anche detto che la maggior parte delle misure per l'occupazione riguarda riduzioni fiscali o contributive per i datori di lavoro che assumono e la verifica della rendicontazione in questi casi è un po' più lunga. Ma insomma, i ritardi ci sono. --