Continua l'impennata degli affitti «Aiutare chi è escluso dai collegi»
il caso
pavia
Non sembra esserci soluzione al problema del carro affitti che affligge in tutta Italia e a Pavia gli studenti universitari fuori sede. Dopo le clamorose proteste della scorsa primavera con tanti ragazzi accampati in tenda fuori dai Campus universitari, le cose non sono cambiate, bensì peggiorate. Gli affitti sono aumentati e per i ragazzi diventa sempre più difficile riuscire a trovare un alloggio o anche una stanza condivisa. In questi giorni in 26 città d'Italia le organizzazioni universitarie stanno protestando per chiedere cambiamenti agli enti locali e al governo. Succederà anche a Pavia il 28 mattina in piazza della Vittoria con un presidio organizzato dall'Udu - Coordinamento per il Diritto allo Studio per spiegare le attuali condizioni imposte per forza di cose agli studenti e proporre nuove soluzioni. Tanto per farci un'idea, le parole del segretario cittadino di Udu, Alessandro Miceli, vengono in aiuto: «A Pavia un quarto degli alloggi presenti è sfitto e nella nostra città i fuori sede sono più di 13mila. Nel corso dell'ultimo anno gli affitti sono aumentati sia per quanto riguarda le stanze singole e condivise. Nel primo caso parliamo di un +8% che si traduce in media ogni mese in 319 euro. In merito al solo posto letto, abbiamo registrato un incremento del 17% che significa più di 260 euro al mese». Per chi studia e alloggia a Pavia senza riuscire ad entrare nelle strutture dell'Edisu (Ente regionale per il diritto allo studio), la vita non è facile. «Con le nuove stanze al Collegio di San Giovanni Bosco da poco acquisito dall'Università, migliora un pochino l'offerta, ma di certo non può bastare – prosegue Miceli –. Il numero di richieste che riceviamo ogni giorno supera esponenzialmente l'offerta presente in città. Come migliorare la situazione? Si dovrebbe insistere sul canone concordato che nella città di Pavia è già abbastanza presente, mentre sarebbe utile pensare agli sgravi fiscali per chi affitta un appartamento agli studenti fuori sede». A livello nazionale l'attacco è diretto al governo, reo secondo il Coordinamento di avere sprecato delle opportunità: «Non solo non ha previsto nuove misure di supporto, ma ha addirittura sprecato le risorse del Pnrr per studentati di lusso, dichiarando alla Commissione Europea dei posti letto aperti da anni come se fossero nuovi. Ci sentiamo presi in giro». —
Alessio Molteni
Alessio Molteni