La danza del ventre? Dà autostima Corso della ginecologa-danzatrice

Chi l'ha detto che andare a scuola di ballo equivalga soltanto a trascorrere del tempo a muovere passi a ritmo di musica? C'è molto di più. Ha a che vedere con l'autostima e la consapevolezza del proprio corpo. Ci si iscrive al corso e, lezione dopo lezione, si esce dal guscio, anche grazie alla condivisione di un percorso con le compagne, a qualsiasi età. E con ogni fisicità. Alessia Fignon, è medico ginecologo che si occupa di medicina integrata a Pavia e a Torino. Tolto il camice, arriva a Cava Manara, alla scuola di danza BeArt Olevano, e accoglie le sue ragazze. Sì, perché la sua seconda professione -corredata da grande passione- è quella di insegnante di danze orientali: «Non si tratta solo di insegnare coreografie e passi, ma di seguire un percorso ben più profondo, di tipo emotivo e terapeutico». Si inizia con il superare quella concezione distorta e comune sulla danza del ventre, che costituisce spesso il primo ostacolo all'approccio a questa disciplina. «Non c'entra nulla la sessualità. Ciò che emerge è una sensualità che viaggia parallela con la consapevolezza» spiega. Provare per credere, e vedere se quella inibizione (mentale e sociale) può essere superata. Dal 12 di settembre sino a fine mese le sale sono aperte per le prove (gratuite), dunque è possibile valutare se iniziare questo percorso. «Lo scoprire il ventre è il primo ostacolo che si incontra, ma il confronto, poi, tra donne di età diverse, è ciò che rende il ballo divertente e importante per la sfera personale. E' normale che alla prima lezione si faccia fatica a scoprire l'addome, per vergogna o pudore. La strada per riscoprire una consapevolezza e la bellezza femminile che va al di là dei canoni o stereotipi è proprio questa. La danza, i movimenti, la sensualità scoperta o riscoperta danno una potente risposta di tipo psicoemotivo» spiega la dottoressa Fignon.E non finisce tutto in sala. Dopo le lezioni, si passa alla teoria terapeutica. Online, infatti, inizia quello che la coach chiama: "Viaggio al centro della donna. La danza orientale l'arte che cura" ossia un ciclo di incontri informativi da remoto, multidisciplinari, come terapia a 360 gradi. (www.alessiafignon.it) Il beneficio è anche fisico. Un'alternativa alla palestra? «Non ci sono controindicazioni di nessun tipo - spiega Fignon -Corregge la postura, l'ossigenazione cellulare, tonifica e migliora la circolazione». --Eleonora Lanzetti