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Una piattaforma per far incrociare domanda e offerta e dare lavoro o comunque formare chi esce dal Reddito di cittadinanza. Parte con questo obiettivo il portale che con l'acronimo Siisl debutterà domani insieme al Supporto per la formazione e il lavoro (Sfl), a cui seguirà da gennaio prossimo l'Assegno di inclusione (Adi). I due nuovi strumenti post Reddito. Che, nelle intenzioni del governo, puntano ad un cambio di passo verso l'inclusione e l'occupazione. La ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone, esclude che «siamo alla vigilia di una bomba sociale. No, assolutamente no perché i numeri ci dicono che la situazione è assolutamente gestibile», assicura presentando la nuova piattaforma dedicata ai percorsi di formazione e alla ricerca di lavoro. Un tema caldo, quello del Reddito, che è anche nelle minacce sui social alla premier Giorgia Meloni. Dal fronte sindacale, la Cgil torna a chiedere di ripristinare uno strumento di carattere universale. E la Cisl chiama al confronto per un Patto sociale. A partire da fine luglio sono arrivate le prime comunicazioni da parte dell'Inps di stop al Reddito ai nuclei familiari (che non hanno tra loro componenti minori, disabili o over-60) per aver raggiunto le sette mensilità nel corso dell'anno. Dei 159mila nuclei che hanno ricevuto il messaggio a fine luglio, 112mila sono risultati con soggetti occupabili tra i 18 e i 59 anni e quindi potenziali destinatari del Supporto per la formazione e il lavoro. Ad oggi secondo una stima per eccesso ci sarebbero circa 140mila nuclei con potenziali occupabili. Anche considerando, sottolinea Calderone, che l'età media è 40 anni: «Questo Paese non può permettersi di non fare di tutto per chi può lavorare». Nel complesso si stimano 229mila le famiglie interessate dallo stop fino a fine anno. le novità Da domani sarà possibile fare la domanda per l'Sfl e non sarà un click day, assicura la ministra: prevede un contributo di 350 euro al mese, per massimo 12 mesi, ma solo se si segue il percorso che parte dalla registrazione alla nuova piattaforma e punta all'inserimento nel mercato del lavoro, alla formazione o riqualificazione. Un progetto che «ha dimensioni molto più ampie» sottolinea la ministra, ed «è un omaggio a Marco Biagi, il più visionario, il più importante riformista in tema di lavoro». La piattaforma non è destinata solo agli ex percettori del Reddito di cittadinanza e alla platea dei nuovi soggetti dell'Assegno di inclusione, «l'obiettivo è farne il luogo di incrocio tra domanda e offerta di lavoro e di formazione». Una sorta di marketplace per tutti i cittadini. Istituita presso il ministero e realizzata dall'Inps, mette in rete i dati provenienti da canali diversi: le Regioni, il ministero, l'Inps, i centri per l'impiego, le agenzie private per il lavoro, gli enti per la formazione. I sindacati Ma la Cgil torna all'attacco. «Il governo, nella sua foga ideologica, sta lasciando le persone sole nella loro disperazione», afferma la segretaria confederale Daniela Barbaresi. E al leader Maurizio Landini, dopo la lettera inviata alla premier Meloni con la richiesta di un confronto, si rivolge il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra: «Fa piacere che la Cgil si unisca alla richiesta di un dialogo stretto e costante con il governo. All'amico Landini dico: sfidiamo unitariamente il governo assumendoci la responsabilità attraverso relazioni sindacali innovative». --