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Brutta tegola su Donald Trump. Un suo ex dipendente di Mar-a-Lago ha ritrattato la prima testimonianza e lo ha accusato di essere implicato nei tentativi di cancellare le immagini della video-sorveglianza sui luoghi di conservazione e sugli spostamenti delle carte classificate trattenute illegalmente dopo la sua presidenza. Il tycoon è stato preso in contropiede, a poche ore dal primo dibattito tv tra i candidati repubblicani alla Casa Bianca (che boicotterà con una intervista compiacente del suo amico Tucker Carlson su X). E alla vigilia della sua consegna alle autorità per un altro procedimento, quello per aver tentato di sovvertire il voto del 2020 in Georgia insieme ad altri 18 alleati: Trump si costituirà giovedì al famigerato carcere di Atlanta dove, prima di essere rilasciato grazie ad una cauzione da 200 mila dollari, gli verranno rilevate le impronte digitali e gli sarà scattata la foto segnaletica che lui spera di trasformare in icona e gadget elettorale (il primo saranno le t-shirt). Tornando al suo istinto a massimizzare l'effetto mediatico e a trasformare i suoi processi in show per screditare gli inquirenti e mobilitare i fan, il tycoon ha scelto di costituirsi in serata, ossia in prime time per le tv, e forse di parlare di fronte a telecamere e reporter subito dopo l'arresto. A inizio settembre invece l'udienza in cui dovrà dichiararsi colpevole o meno. Intanto lo ha preceduto Rudy Giuliani, l'imputato più noto insieme a Trump e all'ex chief of staff Mark Meadows. L'ex avvocato personale dell'allora presidente è apparso combattivo, nonostante sia al verde e non abbia ancora trovato un legale che lo difenda. «Sono grande e grosso. Posso sopportarlo. Ho combattuto battaglie molto peggiori di questa», ha detto con tono di sfida prima di costituirsi ad Atlanta sbarcando con un jet privato. L'ex procuratore ed ex sindaco della Grande Mela ha attaccato la «giustizia politicizzata» e gli inquirenti «corrotti» che «vogliono distruggere la costituzione», assicurando di essere «lo stesso Rudy Giuliani che ha sgominato la mafia e reso New York la città più sicura d'America». Quindi si è fatto beffa della probabile foto segnaletica: «Me la faccio fare. Non è carino? Una foto segnaletica dell'uomo che probabilmente ha messo in prigione i peggiori criminali del XX secolo», ha ironizzato Giuliani, accusato di aver violato quella legge anti racket che lo aveva reso famoso come inquirente. --