Un sottopasso da riaprire petizione con 1.200 firme
Fabrizio Guerrini / VogheraDalla petizione alla richiesta di risarcimento danni: la grana del cantiere ferroviario al sottopasso del Rondò Carducci potrebbe avere un'ulteriore accelerazione. Lavori fermi, nella settimana appena trascorsa di ferragosto, al sottopasso: residenti e commercianti preoccupati e sul punto di trasformare la petizione (che ha superato quota 1.200 firme) in un documento dai risvolti legali più pesanti. «Se non riapriranno prima dell'inizio delle scuole, come è stato annunciato, non è escluso che si pensi a una richiesta di risarcimento danni»: lo dice convinta Sabrina Gasio, titolare dello storico negozio Fercolor (colorificio e ferramenta) che si affaccia come altre locali sul rondò. Oggi i lavori dovrebbero riprendere: lo assicurano dal Comune.«La pausa di Ferragosto era prevista: ma io continuo, comunque, a sollecitare Rfi, il cantiere non è del Comune. Comprendendo chi abita e lavora al Rondò Carducci», annota l'assessore William Tura, che sta cercando di gestire quanto gli riferiscono i dirigenti delle Ferrovie e i malumori dei suoi concittadini. Ansia rinvioAd agitare il fronte del Rondò sono state le voci raccolte sul cantiere secondo le quali non si riuscirebbe a finire entro l'inizio di settembre la sostituzione della copertura degradata. Si sta intervenendo su un lato, consentendo l'accesso dei pedoni su quell'opposto. Poi toccherà all'altro. L'assessore prende atto della preoccupazione: «Non ci risulta che ci saranno ritardi sul programma - dice Tura -. Comunque già nei prossimi giorni verrà fatto un sopralluogo da parte dei responsabili del cantiere. Si tenga conto che i lavori avrebbero dovuto finire a ottobre e, invece proprio grazie alle nostre pressioni, sono stati anticipati. Sono pronto a incontrare i portavoce della petizione». Il Comune in pressing sulle Ferrovie, la gente del rondò sul Comune. «Chi ha un'attività qui - aveva già replicato la signora Sabrina - sta pagando dazio. Ricordo che ci hanno avvisato a tre giorni dall'avvio del cantiere, l'11 luglio: noi, però, avevamo fatto scorte di materiale pensando a una stagione normale». L'avvocato Giacobone, incaricato da esercenti e residenti di seguire la vicenda, aveva insistito su questo punto: «L'avvio del cantiere non è stato preceduto da adeguata informazione». Il legale provvede a inviare al Comune l'aggiornamento sulle firme raccolte alla petizione. Sui lavori a singhiozzo si era espresso polemicamente anche il capogruppo di alleanza Civica Pier Ezio Ghezzi. Raggiungere il rondò Carducci senza il sottopasso resta complicato, dovendo percorrere la tangenziale o strada dei Prati Nuovi che costeggia il carcere. Dal centro città è un "viaggio". Per questo prosegue la petizione (oltre a Fercolor, le firme si raccolgono nella farmacia di via Arcalini e dalle fioriste Zatti con il negozio in strada Conciona). L'inizio delle scuole si avvicina: dal rondò si guarda al cantiere e si contano i giorni. --