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Fabrizio Merli / paviaBenvenuti al parco Moruzzi, ammesso che riusciate a distinguerlo. Il Comune ha speso quasi 200mila euro per realizzarlo a Pavia Ovest, a fianco del ramo di raccordo mai aperto al traffico e oggi utilizzato dai ragazzi con lo skateboard. La natura se lo è ripreso. Persino il cartellone che ne indica la presenza è semi nascosto dalle fronde degli alberi "infestanti" (robinie e ailanti) che erano stati segati per fare posto a specie più pregiate. E ai residenti rimangono molte domande.togli la robinia, metti la robiniaLa prima cosa che colpisce, appena si arriva in via Moruzzi, è appunto il prepotente ritorno di robinie e ailanti. Ma per comprendere occorre fare un passo indietro.Il progetto di riqualificazione dell'area, firmato dall'ingegner Valentina Dalmanzio, funzionaria del settore Urbanistica, porta la data di agosto 2021. I lavori furono portati a termine tra l'autunno di quell'anno e i primi mesi del 2022 dalla società "Floricoltura San Donato Milanese Azienda Agricola Vivai e Piante srl". I residenti si irritarono quasi subito. Sul lato sinistro della strada chiusa, per chi osservi lo svincolo della tangenziale, il progetto prevedeva il posizionamento di panchine che poi, effettivamente, furono installate. Ma un giorno arrivò una squadra di operai e segò tutte le robinie che costituivano il viale. I residenti si chiesero: «Che senso ha mettere le panchine se butti giù gli alberi che fanno ombra?». La risposta del Comune fu che robinie e ailanti sono specie "non autoctone", dallo scarso valore botanico e che sarebbero state sostituite da ben più nobili querce. Nel frattempo, Madre Natura se ne è fregata delle dispute e ha fatto rinascere robinie e ailanti nello stesso posto dove si trovavano quelle abbattute. Le querce, se ci sono, devono essere ben nascoste nel fogliame disordinato al bordo della strada. Di certo, al momento, la battaglia contro la robinia è stata persa. quattromila alberelliAddentrandosi nel bosco spontaneo compreso tra il tronco di raccordo dismesso e il corso del Navigliaccio, il progetto del Comune prevedeva la «realizzazione di un rimboschimento in zona pianeggiante». Un intervento che da solo è pesato per 60.021 euro sul complesso del progetto. Nel dettaglio del "computo metrico estimativo" (la lista della spesa dei lavori - ndr) si legge che verrà posizionato «materiale vivaistico» con «protezione individuale al rimboschimento» e «bacchetta segnalatrice in bambù». L'assessore all'Urbanistica, Massimiliano Koch, lo tradusse con «pianteremo 4mila alberelli». Il 9 gennaio 2022 l'ex sindaco (e oggi consigliere comunale di opposizione) Massimo Depaoli fece notare che gli alberelli non erano stati dotati di protezione alla base e che, di conseguenza, molti erano stati rosicchiati dalle lepri o dalle minilepri; allegò anche la foto di quanto rimaneva del pranzo dei roditori. Il dirigente dell'Urbanistica, Giovanni Biolzi, gli rispose che le piante morte sarebbero state sostituite e che la ditta di San Donato Milanese aveva avuto problemi legati all'epidemia di Covid che ne aveva colpito alcuni operai. Oggi, le protezioni ci sono: dei parallelepipedi di plastica che precludono le pianticelle alle lepri. Nel "conto della spesa" allegato al progetto del Comune, poi, figurano anche 12.880 euro sotto la voce «innaffiamento di arbusti, perenni, annuali; eseguito con autobotte attrezzata per l'erogazione , in ragione di 30 litri al metro quadro». Una rapida passeggiata nel bosco, quindi, consente di individuare gli alberelli e anche di avere qualche dubbio sul fatto che si tratti di 4mila. Un dubbio che deve essere venuto anche a qualche residente e che ha indotto la procura della Repubblica a inviare la Guardia di finanza a palazzo Saglio, sede degli uffici dell'Urbanistica, ad acquisire la documentazione relativa a questo intervento di riqualificazione. E pare che l'interesse delle fiamme gialle fosse incentrato proprio sulla vicenda degli alberelli messi a dimora, morti e successivamente sostituiti. percorsi saluteNaturalmente per l'importo di quasi 200mila euro (per l'esattezza 193.374) il Comune portò a termine altri interventi. Il progetto prevedeva la valorizzazione e la messa in sicurezza dei sentieri, l'installazione della cartellonistica, la collocazione di panchine e tavoli per aree di sosta, la realizzazione di un'area giochi, a partire da un campo da calcio, e di percorsi vita con attrezzature sportive e il posizionamento di cassette-nido per i vertebrati e per l'entomofauna, cioè gli insetti.La sensazione, passeggiando nell'area verde, è che alle buone intenzioni di partenza non sia seguita una adeguata manutenzione. La scaletta che porta dalla Moruzzi road al bosco, costruita con tronchi di albero ha ceduto ed è pericolosa da percorrere. Il percorso salute c'è, ma il campetto da calcio, seppure abbia le porte nuove, è abbastanza spelacchiato. O, meglio, non è esattamente quel tappeto erboso che veniva descritto nel progetto. I tavoli e le panche per il pic nic sono assediati da rovi ed erbe infestanti, gli unici che riescono a proliferare nonostante l'assenza o la scarsità di innaffiature. Infine anche alcuni dei percorsi, che erano stati strappati al sottobosco, sono tornati essere invasi dalle erbacce. Insomma, il cartellone con la scritta parco Moruzzi semi nascosta rende bene l'idea del luogo. --© RIPRODUZIONE RISERVATA