False residenze in Liguria gli enti locali ora chiedono più controlli sui furbetti
il casoSandro Barberis / paviaControlli più stretti sulle residenze fittizie nei centri della Riviera Ligure, ma anche sulle montagne piemontesi e valdaostane. Casi che, cronache recenti alla mano, potrebbero riguardare anche decine di pavesi. Residenze fittizie per evitare di pagare l'Imu, l'imposta sugli immobili, che vale per le seconde case. Ma non per la prima abitazione. A chiedere controlli e soprattutto la possibilità per i Comuni di agire per gli accertamenti «in un quadro legislativo chiaro, senza interpretazioni diverse della giurisprudenza» è Marco Bussone, presidente dell'Uncem unione dei piccoli comuni montani. Secondo una statistica, infatti, il 25% delle residenza come prima casa tra Liguria e zone turistiche del Piemonte è fittizia. Come funziona? Il metodo è sostanzialmente sempre simile. Una famiglia che vive in Lombardia dichiara che un componente invece ha la prima residenza in una località turistica. In realtà, spesso, però quella è la seconda casa per l'estate. Il vantaggio è quello di non ricevere l'Imu sulla seconda casa, spesso un conto da diverse centinaia di euro. Tassa che comunque è basata sulla metratura dell'immobile: più è grande più si paga. «Anche perché le possibile truffe sulle residenze fittizie per non pagare le imposte oscillano tra il 15 e il 25% del totale dell'Imu a seconda delle località - aggiunge Bussone -. Proprio in questi giorni si sta parlando delle riforme fiscali e delle leggi delega ai Comuni. È il momento che Governo e Parlamento permettano agli enti locali di avere un quadro chiaro per effettuare i controlli». Solo l'anno scorso, ad esempio, la guardia di finanza di Savona, ha scoperto che a Borgio Verezzi viveva formalmente un mortarese. Ma quando gli agenti hanno suonato al campanello, è partito un collegamento diretto con il cellulare del mortarese. Un fatto simile era stato scoperto dalle Fiamme Gialle di Sestri Levante, questa volta era un pavese il "falso" residente. Indaga, spesso, la guardia di finanza. Ma già oggi i Comuni possono compiere accertamenti. Come succede ad Alassio (Savona), perla della riviera di Ponente e meta per centinaia di pavesi e residenti in provincia. Una cittadina che passa da 15mila abitanti d'inverno ai 70mila d'estate. «Spesso sono lombardi e piemontesi a dichiarare una falsa residenza - evidenzia il sindaco di Alassio, Marco Melgrati -. Facciamo controlli incrociati, ad esempio sui consumi accertati di acqua e metano. Se d'inverno e in settimana non consuma nessuno, vuole dire che la casa è disabitata. E poi mandiamo avvisi di accertamento retroattivi anche per cinque anni». --