Val di Nizza rende omaggio ai suoi partigiani
VAL DI NIZZAChi erano i partigiani di Ponte Nizza, Val di Nizza e Cecima? La data e il paese di nascita, la formazione a cui appartenevano, le battaglie e gli episodi, cruenti e non, ai quali hanno partecipato. Lo racconta il libro, a cura della sezione Anpi di Val di Nizza, che verrà presentato sabato 22 luglio alla biblioteca di Ponte Nizza (ore 21), con la presenza del professor Pierangelo Lombardi, presidente di Istoreco.Proprio i ben forniti archivi dell'Istituto per la Storia della Resistenza e dell'età contemporanea di Pavia hanno fornito agli autori informazioni essenziali e preziose per la stesura dell'opera che - ormai scomparsi quasi tutti i reduci - vuole rendere omaggio ai protagonisti della lotta di Liberazione in valle Staffora e nelle valli vicine, comandanti e non. Poi le testimonianze dei familiari, quei ricordi e racconti domestici conservati da una generazione all'altra.Ecco, quindi, i garibaldini inquadrati nelle brigate Crespi (guidata da Domenico Mezzadra, "Americano"), che operava a Zavattarello, la Capettini di Angelo Ansaldi, "Primula Rossa" nel Varzese, la Casotti del conte Luchino Dal Verme, "Maino" a Costa Cavalieri e in valle Ardivestra, la Cornaggia di Dino Ricotti (nato proprio a Ponte Nizza) in val Nizza, i giellisti di capitan Giovanni (Giovanni Antoninetti) a Romagnese e Bobbio;appena oltre il confine tra le province di Pavia e Genova, nell'Appennino ligure, la mitica Cichero del comandante Bisagno. Due cartine, a cura del professor Alessandro Schiavi, con l'indicazione delle basi operative partigiane, completano l'opera.L'alto Oltrepo, con le sue caratteristiche che favorivano la guerra di guerriglia, fatta di agguati e blitz improvvisi, è stato - del resto - una delle roccaforti dell'esercito resistenziale. Lì più dura è stata la lotta contro i nazifascisti, più feroce la loro repressione e i rastrellamenti, fino ai terribili giorni del novembre e dicembre 1944; da lì nell'aprile del 45 si è mossa verso la pianura l'armata ribelle ormai vittoriosa. Era la Liberazione.--R.LO.