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PaviaAlle periferieservono progettiIn questi giorni abbiamo avuto tutti gli occhi puntati su Parigi e sulle sue periferie in fiamme. C'è stato un susseguirsi di analisi sociologiche e politologiche sul perché avvengano queste "escalations" di violenza. Ci sono certamente delle spiegazioni contingenti e localistiche. Una di queste è che la Polizia francese non è formata adeguatamente per fronteggiare i focolai di disagio delle banlieue parigine. D'altronde ci sono fattori comuni a tutte le periferie delle città europee. Pavia compresa.Quando si parla di politiche d'integrazione bisogna comprendere che, per essere effettive, necessitano di interventi e investimenti da parte delle Giunte comunali, compresa quella di Pavia, affinchè si possa migliorare il decoro e la vivibilità di quei luoghi, con un'attenzione costante e non limitata al semestre pre-elettorale. Nello specifico gli interventi per migliorare e abbellire la città non dovrebbero limitarsi alle vie eleganti del centro storico, ma essere rivolti anche e soprattutto a quei quartieri dimenticati i cui marciapiedi, aiuole, giardini, versano in condizioni di abbandono quando non di degrado. Magari integrati a politiche di defiscalizzazione per coloro (soprattutto giovani) che vogliano intraprendere un'attività commerciale in quei luoghi.Sono altresì necessari e urgenti luoghi di aggregazione per i giovani, dove possano anzitutto praticare attività motoria all'aperto, gratuitamente e in comunità. Sono necessari e urgenti spazi dedicati ad attività culturali e ricreative, dove i ragazzi possano ascoltare e fare musica, elemento centrale di aggregazione. Non da ultime sono necessarie e urgenti biblioteche, scuole di teatro e di cinema. Sono necessari e urgenti nuovi assistenti sociali per setacciare le periferie al fine di dissuadere il fenomeno della dispersione e dell'abbandono scolastico. Occorre una reale integrazione del personale scolastico, anche attraverso una specifica formazione, affinchè l'insegnamento non risulti un pedissequo e sterile inseguimento dei programmi ministeriali, ma si contemperi con l'instillazione di valori, di sentimenti e di apprezzamento per la bellezza e il senso di appartenenza alla società civile.Ecco, tutto questo negli anni può condurre a una vera integrazione delle periferie nel tessuto vivo di una città. Se ne guadagnerebbe in vivibilità, in risorse umane future, ma soprattutto in civiltà.Michele Parente. Azione Pavia L'addioForlani, emblemadi una certa politicaCon Arnaldo Forlani scompare un "emblema" dei politici di un tempo, una classe politica espressione della Dc, un servitore del Paese rappresentante di quella politica "ragionata" ben lontana da quella di oggi. Un uomo, come ha ricordato il suo amico e allievo Pier Ferdinando Casini, che non si è certo servito della politica, ma che al partito e al Paese ha dato molto.Io lo ho ben conosciuto. Il legame era quello della solida amicizia personale e politica con Carlo Donat-Cattin di cui sono stato segretario particolare nei vari ministeri.Voglio ricordare che come segretario politico del partito nazionale ha vissuto i giorni difficili di "Tangentopoli" subendo quell'accanimento politico e giudiziario scatenato contro la Dc e i partiti al Governo. Forlani, che è stato anche Presidente del Consiglio, ha sopportato tutto con spirito cristiano espiando colpe che non erano certo le sue. Il tempo e la storia forse renderanno merito ad uomini come lui che molto hanno comunque dato.Io lo ricordo per la sua signorilità, per la sua cultura politica e per la gentilezza e la simpatia che mi dimostrava sia quando lo accoglievo ai convegni di "Forze nuove" a Saint Vincent, sia in occasione di una premiazione al Movimento Sportivo Popolare Europeo, quando come Sindaco di Voghera venivo premiato per i meriti di grandi organizzazioni sportive (incontro di pugilato a Voghera per il titolo mondiale tra Parisi e Altamirano). Infine un ultimo colloquio in occasione di una giornata di studi promossa a Saint Vincent dalla Fondazione Carlo Donat Cattin in onore del suo amico Carlo, circa dieci anni fa. Voglio inoltre ricordare che quando incontravo il figlio in Parlamento (è stato mio collega nella XV legislatura alla Camera dei Deputati) chiedevo sempre del papà, che ricordavo sempre con grande stima. Lo stesso ho fatto una delle scorse settimane e le notizie,anche per l'età non erano state delle migliori.Appena saputo mi sono profondamente rattristato per la sua scomparsa. In modo commosso, lo ricordiamo con la preghiera e salutiamo un grande leader Dc.Paolo Affrontisegretario provincialeUdc Pavia