Cottarelli e le chimere della nostra economia tra le criptovalute e la globalizzazione

l'intervistaUn libro scritto con lo scopo di divulgare, rendendo più semplici e comprensibili a tutti alcuni temi centrali che caratterizzano lo scenario economico attuale. Nasce da questa idea "Chimere. Sogni e fallimenti dell'economia", edito da Feltrinelli, l'ultimo saggio di Carlo Cottarelli, economista, per anni dirigente del Fondo Monetario Internazionale, poi commissario straordinario per la Spending rRewiew nel governo italiano e successivamente senatore del Partito democratico, carica da cui si è dimesso recentemente. Domani sera, alle 21, Cottarelli sarà ospite a Voghera, al circolo "Il Ritrovo" di piazzetta Battisti, dove presenterà il suo ultimo libro, dialogando con Stefano Zanetta nell'evento organizzato dall'associazione culturale "Pensiero&Società" in collaborazione con la libreria Ubik e patrocinato dal Comune di Voghera. «In questo libro mi concentro su alcuni temi economici, generati da idee visionarie che avrebbero dovuto rendere migliore il mondo in cui viviamo, ma in certi casi qualcosa è andato storto, innescando risultati deludenti» spiega Cottarelli. Professor Cottarelli, partiamo dal quadro economico odierno. Qual è, a suo avviso, la principale criticità che deve fronteggiare il nostro Paese? «Prima di tutto l'inflazione, che sta causando un forte cambiamento nella distribuzione dei redditi, a danno di chi ha un reddito fisso e dei risparmiatori». Nel suo libro, si sofferma sulla crisi legata all'uscita dal Covid come causa scatenante della crescita dell'inflazione. In che modo questi due fatti sono concatenati? «Non c'è dubbio che, a fronte della crisi Covid, ci fosse bisogno di politiche espansive. I deficit pubblici dovevano aumentare e la decisione da parte delle banche centrali di finanziare questi deficit stampando moneta, era corretta. Nel 2021 si è esagerato con i deficit pubblici finanziati dalle banche centrali a tassi di interesse vicini allo zero e, addirittura, negativi. E' stata cosi messa troppa pressione sui prezzi, avviando un volano di inflazione i cui effetti non si sono ancora esauriti. Va però evidenziato come la crisi Covid fosse qualcosa di sconosciuto».E' sempre favorevole al modello in atto delle banche centrali indipendenti dai governi e gestite da tecnocrati? «I tecnici potranno commettere errori, ma non dovrebbero avere difficoltà a intraprendere politiche restrittive, quando è necessario. Credo quindi che il modello di banca centrale indipendente resti valido, anche se la ripresa recente dell'inflazione dimostra che neppure questo modello possa assicurare la stabilità dei prezzi in qualunque circostanza».Tra le "chimere" del suo saggio, ci sono le criptovalute. Si aspettava uno sviluppo più capillare di questa moneta innovativa?«Sinceramente sono sempre stato scettico. Le criptovalute sono nate da un sogno libertario, quello di affrancarsi dalle banche e dallo stato nella gestione della moneta. A tradire questo progetto è stata la volatilità del valore delle criptovalute e il fatto che siano diventate terreno di speculazione». Un'ampia dissertazione è dedicata al fenomeno della globalizzazione. Ha portato più benefici o svantaggi?«Gli sviluppi della globalizzazione negli ultimi decenni confermano i grossi vantaggi che provengono dal commercio internazionale per i consumatori sia dei Paesi avanzati, sia di quelli emergenti. Non credo si possa tornare indietro, a una deglobalizzazione che riporti il mondo indietro di quarant'anni. Chi sarebbe disposto a pagare certi prodotti come il cellulare o il computer il 30 o 40 per cento in più di quello che paghiamo ora?»Si è dimesso da senatore. E' una chiusura definitiva alla politica? «Mai dire mai, vedremo in futuro. Adesso mi dedico al progetto promosso dall'Università Cattolica. Insieme ad altri personaggi di rilievo della scena politica, economica e culturale italiana saremo ospiti nelle scuole superiori di tutta Italia per incontrare gli studenti nell'ambito del Programma di Educazione per le Scienze Economiche e Sociali. Questo programma partirà con l'inizio del prossimo anno scolastico, e le scuole interessate possono aderire inviando una mail a programma.peses@unicatt.it».Un'ultima curiosità. Lei è stato promotore di "Interspac", il progetto di azionariato popolare per sostenere l'Inter, squadra di cui è tifoso. E' ancora viva questa idea? «Questo progetto può andare avanti. Se la proprietà dell'Inter fosse d'accordo, noi saremmo disponibili, ma per il momento non ci sono stati manifestati segnali di interesse». --ALESSANDRO QUAGLINI