Poste chiuse, il Comune propone l'alternativa L'idea viene bocciata

BRESSANAPoste chiuse per sei mesi, l'amministrazione comunale di Bressana Bottarone cerca invano di trattare per una soluzione alternativa. Dopo aver espresso il disappunto per il mancato preavviso alla comunità (le porte dell'unico ufficio cittadino sono sbarrate dal 20 giugno scorso e lo resteranno sino al 18 dicembre, per lavori di adeguamento), il gruppo guidato da Giorgio Fasani ha tentato una mediazione con le Poste, proponendo alla direzione di zona la disponibilità di alcuni locali comunali, dove svolgere almeno i servizi postali più necessari e urgenti. «Purtroppo la direzione di Poste Italiane ha ribadito che, per motivazioni tecniche, non può accogliere la nostra proposta, confermando l'irrevocabilità delle decisioni ufficiali rese pubbliche» spiega il primo cittadino. Insomma, niente da fare, mentre la sede di via IV Novembre resterà chiusa sino alla fine del 2023, i cittadini dovranno arrangiarsi e rivolgersi a uffici postali della zona. Un problema, specie per gli anziani, che spesso non hanno molti mezzi con cui spostarsi e che, se dovranno fare affidamento su quelli pubblici per recarsi nei Comuni vicini, saranno costretti a molti sacrifici. Il Comune, ancora prima di giocare la carta della sede alternativa, aveva subito messo in campo l'Auser, cui spetterà il compito di accompagnare alle Poste vicine coloro che hanno problemi di spostamento: «I disagi per coloro che non possono raggiungere autonomamente le sedi postali operative più vicine sono ridotti» aggiunge Fasani. Per prenotare il trasporto è necessario telefonare, con anticipo, al numero 0383 886497 di Auser Bressana, dal lunedì al sabato dalle 9 alle 11. --Alessio Alfretti