«S. Michele, interventi possibili con bandi per siti ecclesiastici»
PAVIAHa visitato gli Horti del Borromeo e la basilica di San Michele, assicurandole massima attenzione, l'assessora regionale alla Cultura Francesca Caruso (Fratelli d'Italia), ieri in visita istituzionale a Pavia, accompagnata dalla deputata Paola Chiesa e dai consiglieri regionali Claudio Mangiarotti e Alessandro Cantoni. Visita a due gioielliL'assessora Caruso ha voluto visitare il parco di 35mila metri quadrati, che l'Almo collegio ha trasformato in scrigno di biodiversità, arte e archeologia, e San Michele, gioiello del romanico lombardo del XII secolo, che la parrocchia e l'associazione "Il Bel San Michele" chiedono di salvare. L'elenco delle criticità e delle necessità della basilica, a partire dal consolidamento del tiburio, è stato consegnato all'assessora dal presidente dell'associazione Vittorio Vaccari. Il crollo di una delle colonnine aveva fatto scattare l'allarme per le condizioni dell'elemento architettonico che racchiude la cupola.Il progetto«La regione intende inserire un monumento di così grande bellezza nel circuito dei cammini religiosi - sottolinea Caruso -. Inoltre, esiste la possibilità di bandi anche per enti ecclesiastici». «Auspichiamo il sostegno Economico da parte di Regione Lombardia - sottolinea Vaccari -. Abbiamo ricordato l'accordo di programma siglato nel 2010 tra Ministero, Regione e Fabbriceria del Duomo di Milano per un supporto agli interventi, chiesto di replicarlo per San Michele e di promuovere uno studio sulla facciata, rendendola un laboratorio nazionale. L'evidente e significativo degrado dell'arenaria necessita di un urgente restauro e messa in sicurezza». L'attenzione dell'assessora si è concentrata anche su Horti, area un tempo dedicata alla coltivazione di ortaglie che il collegio ha riqualificato come luogo di socialità e di sapere. «Pavia deve diventare la città dei collegi, riconosciuta a livello nazionale». «È importante che l'assessorae abbia visitato di persona Horti, una realtà difficilmente raccontabile - sottolinea il rettore del Borromeo Alberto Lolli -. È segno di vicinanza delle istituzioni al progetto, nella speranza che si traduca in scelte concrete». --Stefania Prato