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Giuseppe Agliastro / MOSCAInnumerevoli interrogativi restano senza risposta dopo l'accordo che avrebbe sventato l'ingresso a Mosca della famigerata compagnia Wagner. L'avanzata - poi interrotta - dei mercenari verso la capitale è considerata la più grave crisi finora vissuta dal regime di Putin. Tanto grave da aver fatto temere a molti l'inizio di una guerra civile. La figura di Putin esce decisamente indebolita , sottolineano diversi analisti. E a essere irrimediabilmente intaccata pare l'idea che il leader del Cremlino abbia pieno controllo di tutto ciò che di importante avviene in Russia.Ufficialmente, sarebbe stato il dittatore bielorusso Aleksandr Lukashenko a mediare il presunto accordo tra Vladimir Putin e il capo dei mercenari, Yevgeny Prigozhin, per mettere fine alla rivolta armata. Il compromesso prevede che l'inchiesta per insurrezione contro Prigozhin e i suoi miliziani ribelli sia sospesa e che l'oligarca a capo dei mercenari si trasferisca in Bielorussia. Ma cosa ne sarà del gruppo Wagner? Quali saranno le conseguenze sul fronte ucraino? E dove si trova adesso Prigozhin? Tutte queste domande restano al momento senza risposta. E a restare ignoti sono anche molti punti dell'accordo annunciato sabato notte.I miliziani di Prigozhin - stando a quanto riferiscono i media - avrebbero in effetti lasciato le aree della Russia che avevano occupato, compresa la città di Rostov sul Don, vicina al confine con l'Ucraina e di grande importanza logistica nel conflitto. L'esistenza stessa della compagnia Wagner è ora in dubbio. Non è chiaro se i suoi mercenari torneranno a prendere parte all'invasione dell'Ucraina e se saranno o meno inseriti nelle forze del ministero della Difesa russo. Ma il generale britannico Richard Dannatt, in un'intervista a Sky News, accende un'altra ipotesi: secondo lui, i miliziani potrebbero seguire Prigozhin in Bielorussia, e a quel punto le forze ucraine dovrebbero stare attente anche a possibili attacchi da nord. «Se, andando in Bielorussia», Prigozhin «ha mantenuto una forza effettiva con sé, allora rappresenta ancora una minaccia per il fianco ucraino più vicino a Kiev, che è dove tutto cominciò il 24 febbraio dell'anno scorso», afferma Dannatt.Secondo diversi esperti, questa misteriosa rivolta fa sorgere seri dubbi sul potere di Putin e mette a nudo le divisioni tra i suoi alleati. E potrebbero essere proprio queste lotte intestine nelle stanze del potere a indebolire Putin. Il presidente russo sabato mattina aveva attaccato Prigozhin accusandolo di essere un traditore e aveva promesso di punire gli insorti. Da allora non ha più rilasciato dichiarazioni. E Prigozhin e i miliziani che lo hanno seguito sembrano essere stati di fatto amnistiati. Ma il futuro di Prigozhin sembra tutt'altro che già scritto. Alcuni osservatori sottolineano che a Rostov sul Don alcune persone avrebbero applaudito i mercenari che avevano preso il controllo del comando locale delle forze armate. Ma sembra anche che diversi abitanti abbiano lasciato la città in treno all'arrivo dei miliziani. L'ultima volta Prigozhin è stato visto proprio a Rostov, mentre lasciava la città a bordo di un Suv.Dietro la "marcia su Mosca" c'è un aspro scontro tra Prigozhin e i vertici delle forze regolari russe, e soprattutto con il ministro della Difesa russo Sergey Shoigu. Il capo della compagnia Wagner infatti è partito alla volta di Mosca coi suoi mercenari dopo aver accusato l'esercito russo di aver bombardato le postazioni della Wagner nelle retrovie . Secondo Prigozhin l'obiettivo della rivolta era quello di rovesciare i piani alti del ministero della Difesa russo, che in questo anno e mezzo di guerra in Ucraina ha spesso accusato di essere «corrotti» e «incompetenti». E dietro potrebbe esserci un recente decreto per mettere di fatto tutti i gruppi di volontari sotto l'ombrello del dicastero.Ad aggiungere un nuovo punto interrogativo è una nuova inchiesta del Washington Post. "Le agenzie di intelligence statunitensi - scrive il giornale citando proprie fonti - ritengono che anche Putin fosse informato del fatto che Prigozhin stava tramando qualcosa". A questo punto ci si chiede perché il presidente russo non sia intervenuto per cercare di fermare i mercenari in tempo.Inoltre, secondo fonti del Washington Post e del New York Times, anche gli 007 americani nei giorni scorsi avrebbero captato dei segnali di una possibile azione di forza di Prigozhin.La preoccupazione principale di Washington sarebbe stato l'arsenale nucleare russo. Stando alle fonti del NYT, gli Usa sarebbero rimasti in silenzio perché temevano che il Cremlino li avrebbe accusati di essere dietro l'attacco di Prigozhin e perché «avevano poco interesse ad aiutare Putin a evitare un grave, imbarazzante colpo al suo sostegno». --© RIPRODUZIONE RISERVATA