La zia suora e confidente che il Cavaliere andava spesso a trovare a Mortara
Il raccontomortaraIn città ricordano ancora l'elicottero di Silvio Berlusconi che atterrava nell'area artigianale "Pip" vicino alla circonvallazione ra gli anni '80 e '90. Una presenza assidua allora quella di Berlusconi in città. Veniva a trovare alla casa di riposo Dellacà l'adorata zia, suor Silviana al secolo Bice Berlusconi, sorella di suo padre. Il Cavaliere non faceva mistero dello stretto rapporto con la zia parlandone anche in discorsi pubblici agli albori dell'avventura politica di Forza Italia «c'è qualcuno che prega per me», disse più volte citando cinque-sei zie suore, ma le altre erano cugine di secondo grado. Il rapporto stretto era con Silviana, che si narra avesse una foto "del Silvio" sulla scrivania. Lui, già imprenditore affermato e uomo politico in divenire, invece mandava spesso fiori a Mortara per la zia. Bice Berlusconi prese i voti nel 1937 con le "Figlie di Maria Consolatrice". Poi a metà degli anni '70 arrivò a Mortara, guidando per 16 anni anche la casa di riposo Dellacà di via Gianzana. Non era un mistero, all'epoca, la beneficenza di Berlusconi anche verso la casa di riposo della zia. E spesso l'adorato nipote arrivava in Lomellina, a volte portando anche i figli della zia. L'ultima volta fu l'8 febbraio 1995, per il funerale della zia morta improvvisamente ad 88 anni due giorni prima proprio alla Dellacà. «Quando Berlusconi arrivava in città lo si veniva a sapere perché informava le forze dell'ordine per gli atterraggi in elicottero o per il dispositivo di sicurezza quando giungeva con l'auto - ricorda il sindaco di allora, Roberto Robecchi a capo di giunta trainata proprio da Forza Italia - Al funerale a San Lorenzo c'erano migliaia di persone. Parlai con Berlusconi, d'altronde ero uno dei primissimi sindaci di Forza Italia. Di lui conservo un ottimo ricordo». Suor Silviana, come detto, fu confidente del nipote «gli sconsigliai di entrare in politica - disse -. Ma il Silvio è cocciuto». Berlusconi andò a trovarla a Mortara anche quattro giorni dopo le prime dimissioni da premier, il giorno di Santo Stefano 1994. Suor Silviana si mise a piangere per le vicende politiche del nipote. «Zietta stai tranquilla, vedrai che me la cavo», le rispose il Cavaliere.-- S.Bar.