Gile Bae star della Milanesiana con il capolavoro di Chopin

L'intervistaRoberto LodigianiSul palco del Borromeo, domani sera, eseguirà il Preludio di Chopin. «Un capolavoro, un'apoteosi che eseguito per intero rende compiutamente l'idea di ciò che ha rappresentato questo grande compositore», spiega Gile Bae, la pianista di fama internazionale, nata a Rotterdam nel 1994, ma spessissimo in Italia, protagonista della giornata inaugurale della rassegna ideata da Elisabetta Sgarbi. Bae si esibirà nella seconda parte della serata, mentre nella prima gli ospiti saranno il Premio Nobel per la letteratura 2021 Abdulrazak Gunrah e Ben Okri. L'artista olandese ha cominciato la carriera da baby prodigio debuttando al pianoforte in Corea del Sud a soli 5 anni. Ha poi studiato al conservatorio reale dell'Aia con Marlies van Gent; la sua bacheca è ricca di premi prestigiosi, basti citare il concorso internazionale Steinway&Sons. Si è esibita sotto la direzione di Vladimir Ashkenazy e Fabio Luisi e ha suonato diverse volte con l'Orchestra sinfonica nazionale della Rai al teatro Coccia di Novara e all'Abbado di Ferrara, con l'Armenian State Symphony Orchestra al Royal Opera House di Muscat (Oman). Ha tenuto concerti per i reali olandesi e per Aung San Suu Kyi, Nobel per la pace. Ha partecipato al festival "Mito" e a diverse edizioni della Milanesiana. Ha tra l'altro ha registrato le Variazione Goldberg di Johann Sebastian Bach con l'etichetta Foné. E' già stata a Pavia, sempre per la Milanesiana, due anni fa.Gile Bae, lei è considerata una virtuosa interprete di Bach. Ma a Pavia proporrà il Preludio di Chopin. «Sì, mi definiscono una specialista di Bach, ma il mio repertorio è sicuramente più vasto e Chopin nella sua grandezza ne fa parte».Suona pianoforte da quando aveva sei anni, la sua carriera è già densa di successi. Ma c'è un'altra sfida, un traguardo fino a cui vorrebbe spingersi?«Certamente, non bisogna mai fermarsi. La mia sfida continua è quella di confrontarmi con i compositori più grandi, da Schumann a Beethoven».Lei ha tenuto un concerto per Aung San Suu Ky. In quell'occasione ha avuto modo di conoscerla? E se sì che impressione le ha fatto? «Una personalità straordinaria, una donna di immenso spessore segnata dalla tragedia del popolo birmano, il suo popolo».Domani al Borromeo sarà ospite con il Nobel Gunrah e Ben Okri.«Ne sono ben lieta. Non li ho mai incontrati, sono ansiosa di fare la loro conoscenza».Il tema dell'edizione 2023 della Milanesiana è "Ritorni". C'è un ritorno anche nella sua vita e nel suo fare musica?«Schumann e Chopin sono nati entrambi nel 1810. Dopo Schumann, con Chopin quest'anno ritorno a un altro capolavoro».Elisabetta Sgarbi l'ha invitata più volte. Tra voi c'è un rapporto ormai consolidato.«Adoro quello che fa e che riesce a fare in svariati campi, sono stupefatta dalla sua bravura».Si fa abbastanza in Italia per far conoscere e apprezzare la musica classica?«Direi di no. Si fa troppo poco. Bisognerebbe farla conoscere a partire dalle scuole. Il rammarico c'è». --© RIPRODUZIONE RISERVATA