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Monica Perosino«Putin è in cima alla lista, sì». Di quale lista si tratti l'ha spiegato ieri il numero due dell'intelligence militare ucraina, Vadim Skibitsky, secondo cui Kiev vuole uccidere il capo della Wagner Prigozhin, ma considera il presidente Putin un «obiettivo primario» da eliminare con ogni messo. Certo, la missione di far fuori il leader del Cremlino non è facile e il «soggetto è ben consapevole di essere una preda ambita, rimane rintanato» ma «ora sta cominciando a tirare fuori la testa», ha proseguito Skibitsky, sottolineando tuttavia che anche quando appare in pubblico non si è mai sicuri che «sia davvero lui», perché, e questo è certo, Putin non teme solo gli ucraini, ma ha «paura di essere ucciso dalla sua stessa gente». Immediata la reazione di Mosca che ha trovato un altro appiglio per ribadire come «l'operazione militare speciale sia più che giustificata, più che necessaria», ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.Qualche ora dopo le esternazioni di Skibitsky al quotidiano tedesco Die Welt l'Ucraina ha cercato di correggere il tiro e spegnere lo scalpore suscitato dalle parole del generale. Il presidente russo è da intendersi come obiettivo primario ma «per la sua detenzione e consegna alla Corte penale internazionale all'Aja», ha tentato di rettificare Andrii Yusov, rappresentante della direzione dell'intelligence del ministero della Difesa, assicurando che «l'Ucraina è uno Stato civile e agisce in modo civile». A Mosca la sicurezza del presidente resta prioritaria, alla luce delle parole di Kiev e dell'attacco con i droni contro il Cremlino. Un attentato dietro il quale per l'intelligence americana, ci sarebbero unità speciali o 007 ucraini. Il capo della Wagner Prigozhin, sulla lista di Kiev assieme a Putin, l'ha presa bene, definendo «comprensibile» la scelta «di eliminare me e Putin». Ieri il "cuoco" di Putin si è mostrato in un video mentre si rivolge ai suoi uomini a Bakhmut per annunciare loro il ritiro con parole ironiche nei confronti dell'esercito di Mosca: «Lasciate loro anche lenzuola e sapone - dice - portatevi via solo gli spazzolini da denti». Prigozhin ha assicurato anche che sarà restituita ai legittimi proprietari la locale fabbrica di spumante Artyomovsky, con le sue cantine ricolme di bottiglie ancora intatte, perché «la proprietà privata è inviolabile». Sarcasmo a parte , il "successo" rivendicato da Prigozhin impallidisce di fronte al numero di morti: 20 mila vittime fra i suoi uomini, metà dei quali fra i detenuti che erano stati reclutati nelle carceri. Continua nel frattempo a far discutere l'incursione nella regione di Belgorod rivendicata da due gruppi di miliziani russi anti-Cremlino, la Legione per la Libertà della Russia e il Corpo dei Volontari russi. Ormai non passa giorno senza qualche loro nuovo proclama su Telegram, con la promessa che presto porteranno nuovi attacchi. Ma i russi su questo non hanno dubbi: per loro si tratta di una strategia delle forze ucraine per costringere Mosca a distogliere truppe dalla prima linea e aiutare la controffensiva. Ieri i servizi dell'intelligence interna russi (Fsb) hanno intanto detto di aver arrestato due ucraini che ci intendevano far saltare 30 linee elettriche delle centrali nucleari di Leningrado e Kalinin. --© RIPRODUZIONE RISERVATA