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il dopogara«È difficile dire cosa sia successo e non è semplice parlarne - commenta amareggiato il dirigente dell'Omnia Nicola Ceriana - ci sono tante cause che hanno dato luogo a queste due brutte prestazioni finali. La Gema si è dimostrata più forte di noi, c'è solo il dispiacere perché queste ultime due partite hanno oscurato una bella stagione disputata. La formula ci ha penalizzato e ci siamo trovati a giocare contro una compagine che ha preso in corsa due grandi giocatori. Forse c'era un po' di pressione e di nervosismo, sono cose che valuteremo a freddo. Non si devono comunque fare tragedie, parliamo di sport, anche perché quest'anno il livello era molto alto». Si poteva fare meglio? «Abbiamo costruito il gruppo molto tardi nel tempo - spiega Ceriana - sarebbe ingeneroso additare qualcuno o dare la colpa ai singoli, non vedo colpe. Questa squadra ci ha dato soddisfazioni durante l'anno, sicuramente sarebbe servito qualche innesto che non abbiamo potuto fare. Parlare col senno di poi è troppo semplice. Forse si poteva fare meglio, ma abbiamo fatto un buon campionato e si poteva fare decisamente peggio. C'è solo il rammarico di non aver giocato due buone partite fra le mura amiche dopo essere tornati da Montecatini l'1-1 nella serie. Futuro? Ne parleremo fra un paio di giorni a bocce ferme».«Faccio i complimenti alla Gema perché ha dimostrato di essere la squadra che ha meritato di vincere questo play in - esordisce coach Alberto Mazzetti - al di là dei nostri demeriti e del nostro calo mentale e tecnico/tattico, abbiamo trovato un avversario che ha tirato con grandi percentuali da tre punti e anche da due punti in queste due partite a Pavia. Hanno sempre trovato contromisure, mentre noi siamo calati invece di migliorare. Mi prendo comunque la responsabilità di chi gioca e chi non gioca, come successo per tutto l'anno: non guardo la carta d'identità dei giocatori, ma di chi ho bisogno, per quanto sicuramente farò degli errori. Il livello emotivo di queste partite si è alzato e serviva esperienza». Un obiettivo costruito nel tempo. «Ci siamo guadagnati la possibilità di giocarci il play in - continua Mazzetti - questo grazie anche ai 16 punti guadagnati nel girone d'andata. Da quel momento abbiamo provato a essere la sorpresa. Oggi abbiamo perso, ma dire che abbiamo fallito un obiettivo o che la squadra non ci abbia messo cuore mi sembra ingiusto. Ci metterò ancora la faccia, tutti hanno dato il 100%, si può solo discutere sulle prestazioni». Gli fa eco il vice Paolo Peraro. «C'è grande rammarico - dice - siamo arrivati non al top nel momento decisivo, anche se i ragazzi durante tutto l'anno hanno dimostrato di valere. Mi rimane il dispiacere perché abbiamo costruito un percorso senza riuscire a raggiungere l'ultimo tassello di una bella stagione. Bisogna rendere merito agli avversari, bravi nel crederci negli ultimi cinque minuti di gara 2 e nelle due partite giocate qui a Pavia, dove ci hanno messo in grande difficoltà». --Fabio Sacchi