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Non sarà affatto una passeggiata la preparazione del consiglio dei ministri dedicato all'emergenza alluvione in Emilia Romagna. Per due ragioni, una di carattere politico generale, l'altra più tecnica, che riguarda il Pnrr. Giorgia Meloni ha anticipato il ritorno dal vertice del G7 per dedicarsi personalmente a questa nuova incognita. Consapevole che giorni e giorni di immagini del disastro in tv, con persone senza tetto e imprenditori locali che chiedono aiuto, hanno sollevato un'ondata di commozione generale nel Paese, la premier sta valutando di recarsi nelle località più colpite per esprimere solidarietà e impegnarsi a nome del governo a fornire concretamente sostegni in termini di finanziamenti e fondi da spendere. È ciò che il governatore della Regione, Stefano Bonaccini, si aspetta e per cui ha più volte ringraziato in anticipo l'esecutivo. Ma appunto, nell'avvio concreto dell'intervento del governo di destra a favore della maggior regione di sinistra sono prevedibili attriti legati all'individuazione delle responsabilità nella manutenzione ambientale. Insomma: si è trattato solo di una sciagura, o c'è dell'altro da approfondire? E basta leggere i giornali più vicini alla destra per capire che non è detto che tutto fili liscio.La seconda questione riguarda l'utilizzo dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che la leader del Partito democratico Elly Schlein ha chiesto venga in parte riconvertito per pagare i danni portati dall'alluvione, mentre i ministri competenti, Raffaele Fitto e Nello Musumeci, sostengono non si possa fare. Sono 9 miliardi di euro già in parte impegnati in progetti che stanno andando avanti, sia pure tra le solite difficoltà. Riorientarli d'urgenza sui soccorsi per il disastro idrogeologico significherebbe, da un lato rinunciare ai progetti in corso, e dall'altro non essere sicuri che quelli che li sostituiranno potranno effettivamente essere realizzati. L'Emilia Romagna tuttavia è da un punto di vista economico-industriale una delle tre maggiori aree del Paese: e questo spiega perché per il governo sia necessario intervenire subito sul territorio. Ma sui tempi e sui modi dell'intervento, dopo i generici messaggi di solidarietà delle prime ore, l'accordo politico sul da farsi ancora manca.--© RIPRODUZIONE RISERVATA