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l'analisiStefano Scacchi / milanoUna serata lunga decenni. Inter e Milan vogliono riprendersi quello che è stato loro, ma manca da troppo tempo all'unica città europea capace di sollevare la Coppa Campioni con due squadre diverse. Dopo il 2-0 di mercoledì scorso nell'andata nella semifinale di Champions League, è la squadra nerazzurra a partire in vantaggio nella rincorsa alla finale di Istanbul del 10 giugno.L'ultima volta è stata nel 2010 al Santiago Bernabeu contro il Bayern Monaco per completare il Triplete, che ha riportato la Coppa Campioni nella bacheca nerazzurra dopo un digiuno di 45 anni. È datato 2007 il precedente del Milan, ad Atene contro il Liverpool nella rivincita dell'incubo di Istanbul con i Reds due anni prima. Ancora quello stadio nel destino del club che ha al vertice della componente tecnica Paolo Maldini, allora in campo. Stefano Pioli per i sogni di rimonta si affida a Leao che ha un breve rodaggio nelle gambe dopo l'infortunio muscolare rimediato con la Lazio dieci giorni fa, ma vuole esserci a tutti i costi dall'inizio: «Le avversità risvegliano in noi capacità che in circostanze favorevoli sarebbero rimaste sopite», afferma l'attaccante portoghese facendo appello a tutte le forze per non mancare all'appuntamento cruciale. «Abbiamo la qualità per ribaltare la sfida, le partite non sono mai finite fino a quando non sono finite», dice Pioli, obbligato a svoltare dopo la frenata in campionato che ha portato la squadra fuori dalle prime quattro posizioni. L'allenatore rossonero cambia la strategia di approccio alla gara: dal ritiro facoltativo in hotel a Milano prima dell'andata a quello classico a Milanello ieri. Al di là dei cambi imposti dagli infortuni, dovrebbe esserci una novità in difesa: fuori Kjaer, dentro Thiaw leggermente più alto per aggiungere centimetri in mezzo all'area. Un deficit evidenziato impietosamente dal gol di Dzeko martedì scorso. Simone Inzaghi conferma l'undici che ha dominato l'andata. Ma vuole far capire che la missione non è ancora compiuta ricordando la dinamica del turno precedente col Benfica, quando la qualificazione è tornata in bilico dopo il momentaneo pareggio dei portoghesi a San Siro nonostante il 2-0 in trasferta a Lisbona: «Sarà una delle partite più importanti nella storia ultracentenaria dell'Inter. Abbiamo un meritato vantaggio, ma dovremo essere bravi a fare la partita con testa e cuore. Dobbiamo pensare al Benfica». Francesco Acerbi, pupillo del tecnico piacentino, è ancora più esplicito: «Se non passi, è un disastro. Una stagione di m... Basta una partita per trasformare una stagione bellissima in una non dico fallimentare, ma dove dici che hai perso dopo aver vinto 2-0. Dipende da noi». Tra i due club non fila tutto liscio: oggi non ci sarà il classico pranzo tra le società previsto dal protocollo nelle coppe europee. Il Milan non l'ha organizzato all'andata, l'Inter si è adeguata. L'incasso sarà di 12 milioni, il più alto di sempre in Italia. Chi conquista la finale ne guadagnerà altri 12,5 e sfonderà quota 100 di ricavi complessivi in questa Champions tra montepremi Uefa e botteghino. Ma per i conteggi economici ci sarà tempo. Questa sera la priorità è spolverare le pagine più belle di due storie gloriose. --© RIPRODUZIONE RISERVATA