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il casoAlberto SimoniCORRISPONDENTE DA WASHINGTONLa missione di Giorgia Meloni a Washington è ancora da collocare sul calendario: sono fonti informate a spiegare che l'incastro delle agende è complesso e suscettibile di cambiamenti e che al momento è impossibile fissare una data. L'ipotesi di una missione "entro l'estate", la definizione che fanno circolare da almeno due mesi dal Consiglio per la Sicurezza nazionale, è ballerina e un funzionario che sta faticosamente componendo il puzzle dice che "luglio è l'opzione più probabile". Fra dieci giorni i due potrebbero vedersi al G7 e il condizionale è diventato d'obbligo dopo che martedì sera Biden ha detto che se le discussioni con i repubblicani per alzare il tetto del debito non saranno ultimate potrebbe non andare a Hiroshima. Un incontro è previsto a Vilnius per il summit della Nato dell'11 luglio. Spazi, insomma, non ce ne sono molti per l'atteso bilaterale, ma quel che tutti escludono è che "non si arriverà a settembre per vedere Meloni a Washington". Il 22 giugno Biden riceverà il premier indiano Narendra Modi che culminerà con una cena di Stato, onore riservato ad oggi al leader coreano Yoon e a Macron. Giugno sarà comunque un mese in cui la distanza fra Roma e Washington sarà accorciata. Diversi ministri sbarcheranno negli Stati Uniti. Il ministro delle Imprese Adolfo Urso sarà il primo, potrebbe vedere Gina Raimondo, segretario al Commercio. E la Farnesina sta lavorando per la missione di Antonio Tajani nella prima parte del mese dopo è stata annullata la missione del 24 maggio a New York. È atteso anche Guido Crosetto al Pentagono a fine giugno. In valigia ci saranno essenzialmente due temi: il sostegno all'Ucraina e il contrasto alla Cina. Che in questo caso per l'Italia significa l'uscita dalla Via della Seta, già in parte preannunciata in aprile da Giorgetti. Ma Biden si aspetta rassicurazioni diretta da Meloni. Quando sarà. --