La maglia rosa
Antonio SimeoliINVIATO A LAGO LACENOCadeau riuscito. Remco Evenepoel perde per strada tutti i compagni di squadra nell'ultima salita, ma riesce a fare quello che aveva previsto: disfarsi della maglia rosa evitando inutili perdite di tempo con media, trasferimenti, massaggi differiti e le altre incombenze in carico al più forte. La maglia ora è di Andreas Leknessund, 23enne norvegese della Dsm, forte a crono. Passo delle Crocelle, Valico di Monte Carruozzo, i km di gara da Venosa a Lago Laceno sono 170 e per i primi cento è tutto un susseguirsi di tentativi di fuga. Altro che noia. Scatta un gruppetto, le squadre escluse tirano. Scappa un altro, idem. E la maglia rosa è lì a controllare e aspettare il momento giusto per benedire la fuga per la maglia rosa. A 70 km dalla fine la compagnia portata via dal vichingo indemoniato, quello piazzato meglio in classifica, ottiene la benedizione da re Remco. Con lui ci sono anche Vincenzo Albanese, salernitano di Oliveto Citra con una marea di tifosi sulle strade di casa, e il trentino dell'Alpecin, Nicola Conci. Ci sarebbe anche l'esperto francese Warren Barguil, già vincitore di tappa al Tour sull'Izoard, ma si stacca subito appena la strada sale nei 9 km della salita finale che porta al lago. Mentre davanti si decide la tappa, con lo scatto di Leknessund che prova il colpo doppio tappa-maglia ma a cui resiste il francese della Ag2r Aurelien Pareint-Peintre, dietro accade una cosa. Non banale in prospettiva. La maglia rosa rimane senza i compagni della Saudal Quick Step, e la Ineos di Tao Geoghegan Hart e Geraint Thomas tira forte in salita col chiaro intento di non far perdere la maglia al rivale. Contraddizione? Tutt'altro. Come dire: sei solo, senza squadra, se tieni ancora la maglia a noi va meglio così spremi ancora il tuo team. Ma il regalone a Remco riesce perché il norvegese deve arrivare al Lago Laceno almeno con 1'40" di vantaggio e ce la fa. Tappa al francese, maglia al norvegese che scarta il pacco regalo di Remco. Dentro trova 28" di vantaggio. Altro particolare: lo scattino di Primoz Roglic (Jumbo) che vince la volata del gruppetto dei migliori.Morale della tappa? Ineos e anche Bora Hansgrohe paiono più solide della Soudal Quick Step. Per ora al quarto giorno, nell'unica salitella affrontata, questa è la situazione. «Una giornata storta può capitare», ha detto il ds Davide Bramati. Prossime verifiche: domani a Napoli con salite e strade strette infide della costiera e venerdì a Campo Imperatore. Sarà il caso che la maglia iridata cominci a trovare alleati.Arrivederci Lago Laceno. Pensate, qui d'inverno si potrebbe sciare perché la neve cade copiosa e dai 1.700 metri di quota si riesce a vedere anche il mare distante un'ora d'auto. Ma da cinque anni gli impianti sono chiusi per quell'autolesionismo tipico italico che non è rado scoprire nel meraviglioso viaggio sulle strade del Giro. Dove ci sono anche storie meravigliose. Come quella della signora Giuseppina, albergatrice pioniera al lago. Col marito, 43 anni fa dopo il 23 novembre 1980, anno zero per l'Irpinia causa il terribile terremoto, non si scoraggiò riaprendo l'albergo già a Natale. E ora qui aspetta il ritorno degli sciatori. Intanto s'è visto il norvegese in maglia rosa. Uno che è nato tra la neve, ma in bici, specie a cronometro, va davvero forte e questa località dell'Irpinia se la ricorderà tutta la vita. --© RIPRODUZIONE RISERVATA