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il casoAl confronto di oggi con Giorgia Meloni i partiti dell'opposizione si presentano in ordine sparso, con posizioni diverse. Il Partito democratico è contrario a qualsiasi ipotesi di elezione diretta. È favorevole, invece, a un rafforzamento dei poteri del presidente del Consiglio. Il cancellierato, per il senatore Dario Parrini, consentirebbe di «razionalizzare la forma di governo parlamentare senza svuotare il ruolo del presidente della Repubblica». Del resto, «rafforzare e razionalizzare la forma di governo parlamentare» è un punto del programma Dem per le scorse elezioni politiche. Nello stesso documento si parla della necessità di introdurre la sfiducia costruttiva. Sul tavolo, il Pd pone anche una riforma della legge elettorale per il superamento delle liste bloccate. Il M5S ha espresso la sua contrarietà a qualsiasi riforma che vada verso il presidenzialismo all'americana o il semipresidenzialismo alla francese. Contrarietà ribadita anche in merito all'elezione diretta del premier. Nel programma elettorale pentastellato, si propone l'introduzione della sfiducia costruttiva. Unita alla necessità «che al presidente del Consiglio venga attribuita la facoltà di proporre al presidente della Repubblica la revoca dei ministri». Di recente, Conte ha anche citato la "soluzione tedesca" per evitare crisi al buio. La proposta del gruppo Azione-Italia Viva parte da un cavallo di battaglia di Matteo Renzi: il "sindaco d'Italia", insieme al superamento del bicameralismo perfetto. Alleanza Verdi Sinistra non contempla modifiche alla Carta. Nicola Fratoianni si è detto contrario a «misure che rafforzino l'esecutivo». «Non sosterremo mai operazioni che puntano al presidenzialismo», ha detto il leader dei Verdi Angelo Bonelli. --© RIPRODUZIONE RISERVATA