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Dalle piramidi ai terreni sabbiosi di Cilavegna. L'asparago, originario dell'Asia, era noto e apprezzato anche fra gli antichi Egizi, cui si deve la sua diffusione in tutto il bacino del Mediterraneo. Già nel IV secolo avanti Cristo il filosofo e botanico greco Teofrasto, nella "Storia delle piante", forniva la prima documentazione letteraria di questo ortaggio, la cui versione cilavegnese si distingue per le notevoli dimensioni, il gusto delicato, morbido e anche molto persistente. A seguire, il romano Marco Porcio Catone, autore del libro "De agri cultura" (intorno al 160 avanti Cristo), forniva notizie agronomiche più dettagliate sugli asparagi. Anche il naturalista Plinio il Vecchio dedicò particolare attenzione all'asparago nella sua opera "Naturalis historia", dove, oltre a esaltarne le qualità gastronomiche, ne illustrava in dettaglio il metodo di coltivazione. Lo scrittore greco Plutarco, nelle sue "Vite parallele", scriveva che Giulio Cesare, di ritorno dalle Gallie, fu invitato a cena dal benestante milanese Valerio Leone. La portata principale era un piatto di asparagi con burro fuso (cucinato ancora oggi), che il futuro dittatore a vita mangiò senza esitazione definendo poi villani i commilitoni che avevano criticato, prima di assaggiarla, la ricetta dell'allora Gallia Cisalpina. L'ortaggio fu gradito da Giulio Cesare anche per le virtù terapeutiche: oltre alle riconosciute proprietà diuretiche, la tradizione popolare lo riconosce come antidoto contro i veleni, rimedio contro il mal di denti ed efficace afrodisiaco.Nel XVI secolo lo storico pavese Bernardo Sacco, parlando di Cilavegna e dei suoi asparagi, scriveva: «In seguito ci sorride bella Coelavenia quasi veniente dal cielo, gradita nell'aspetto, ma ancora più gradita per i costumi degli abitanti e per l'urbanitate». In anni più vicini a noi, nel 2005 il consiglio comunale di Cilavegna ha approvato la concessione del marchio Denominazione comunale d'origine (Deco) con il relativo disciplinare di produzione e il protocollo di produzione e commercializzazione.Inoltre, ha istituito il premio "Asparago d'oro" da assegnarsi annualmente a un cittadino o un'associazione che si sia distinto in ambito sociale, culturale o sportivo o comunque meritevole di apprezzamento da parte della collettività. Da segnalare che l'asparago di Cilavegna rientra fra i prodotti tutelati da Slow food e dalla sua Arca del gusto, con cui collabora l'Università degli studi di Scienze gastronomiche di Pollenzo (Bra). --Umberto De Agostino