Bruno Cerutti porta in scena le storie del mercato di Pavia

m. grazia piccaluga«Signor Sindaco, questa è la Piazza di sempre, insomma questi sono i muri. La vita, invece, col tempo è cambiata» scriveva Tonino Guerra nei Sette messaggi al sindaco del mio paese. Paolo Schiavetta e Bruno Cerutti sono partiti da qui. E durante la pausa del Covid hanno lavorato sull'idea della piazza, costruendo uno spettacolo che sollecita la memoria collettiva di generazioni di pavesi. Non si tratta di una piazza qualunque, ma del cuore della città, piazza Vittoria, che ospitava il mercato con i grandi teloni bianchi, ritratti in un celebre scatto di Chiolini. Sabato sera, alle 21, l'associazione culturale "Gocce di Teatro" con il Comune ospitano al Teatro del Castello di Bereguardo lo spettacolo Al Coperto, scritto da Paolo Schiavetta, messo in scena e interpretato da Bruno Cerutti, con Pietro Gandini (voce fuori campo). Info e prenotazioni: 392-9368519 o sulla pagina Facebook dell'associazione. «Nel 1961 fu deciso che il mercato che occupava tutta Piazza Vittoria andare sottoterra - raccontano i due autori -. Il mercato sotterraneo venne diviso in due parti, quello merceologico e quello alimentare. Alcuni stand restano ancora oggi nell'immaginario collettivo delle vecchie generazioni, un mondo quasi scomparso di personaggi e odori, di voci e riti». Al coperto è uno spettacolo di narrazione e teatro di figura, portato in scena da un "sopravvissuto" di quel periodo dove la sua voce sembra giungere dai recessi più nascosti di una città narrando una scia di storie e memorie a rischio dissolvimento. In scena alcuni vecchi oggetti evocativi: una voliera che richiama la forma della cupola del Duomo, un porta documenti per la facciata con la scala del Broletto, un cartone per il vino con i suoi archi a ricordare i portici.«Ho scovato in casa oggetti che ricordassero gli edifici della piazza - racconta Cerutti, fondatore della compagnia amatoriale Teatro Poldo - Durante il lockdown ho messo in piedi un piccolo teatrino on line da casa, con i personaggi degli ovetti Kinder. E l'ho chiamato teatro Poldo. E sempre in quel periodo è nato Al coperto». Dall'osservatorio privilegiato del mercato sotterraneo il protagonista rievoca la propria storia e quella della piazza grande. Il sopra e il sotto. Il sopra, la piazza, viene narrata principalmente da una voce fuoricampo che dà vita alle parole di Tonino Guerra e il sotto è la sua storia individuale che riesce, allo stesso tempo, a essere collettiva. «Si racconta il presente con i suoi cambiamenti facendo, nello stesso momento, riaffiorare le memorie imprigionate in questo luogo dimenticato dal quale ha osservato la vita della città cambiare dal dopoguerra ad oggi - spiegano Schiavetta e Cerutti -. A fargli compagnia, in questa notte di fine anno, sono gli oggetti di cui lui ha fatto professione e alcune ambigue presenze, che parlano attraverso la sua stessa voce. Una storia sospesa tra passato e presente, dove tutto quello che succede può essere vero o solo immaginato o sognato. O raccontato da fantasmi». Musiche originali di Ivano Grasselli, assistente alla scenografia e oggetti di scena Michela Zambianchi, operatore luci e audio Francesco Cerutti, ospitalità e sostegno Paolo Cambieri. --© RIPRODUZIONE RISERVATA