La parte civile attacca «Le nostre perizie incastrano Adriatici»

Filiberto MaydaSandro Barberis / vogheraDue perizie che inchioderebbero Massimo Adriatici al reato di omicidio volontario. Condizionale d'obbligo, in questa fase processuale dove ancora si devono definire persino i riti (abbreviato? processo pubblico?), ma la parte civile nel procedimento che l'altro ieri ha registrato un rinvio al 13 marzo, sembra avere delle certezze quasi granitiche. L'avvocato ed ex assessore leghista alla sicurezza di Voghera, Massimo Adriatici, è accusato di eccesso colposo di legittima difesa per avere ucciso, la sera del 20 luglio 2021 in piazza Meardi a Voghera, il 39enne Youns El Boussettaoui. La vittima, con problemi psichici aggravati dall'uso di alcol e droga, morì per una emorragia provocata dal proiettile esploso dalla pistola detenuta per difesa personale da Adriatici, una Beretta calibro 22. L'altro ieri l'udienza preliminare è iniziata con un rinvio disposto dal gup Pasquale Villani per un difetto di notifica. L'accusa è rappresentata dal pm Roberto Valli.L'udienza preliminare riprenderà il 13 marzo. Adriatici è l'unico imputato, assente alla prima udienza. In aula venerdì c'erano invece la sorella, due fratelli, i genitori, la moglie e i due figli della vittima. Le due perizieLa prima perizia, spiega Marco Romagnoli, uno degli avvocati di parte civile che assiste la famiglia della vittima, riguarda il video che, pur sgranatissimo e con un'angolazione insufficiente, mostra lo scontro tra i due in piazza Meardi: «Sia chiaro - precisa Romagnoli - che già nel materiale probatorio messo a disposizione dalla procura noi avevamo contezza di cosa fosse successo. Ma la nostra perizia, che ha migliorato il video, aggiunge un ulteriore tassello. Insieme all'altra, sulle munizioni utilizzate, fornisce un contenuto tecnico che ci fa confermare l'ipotesi di omicidio volontario».Nel video, dice Romagnoli, «ci sono immagini compatibili con quanto raccontato dai testimoni, ossia che Adriatici ha sparato mentre stava rialzandosi dalla caduta». La seconda perizia riguarda le munizioni: «Abbiamo incaricato uno dei più importanti periti italiani, Pierpaolo Soldati (già consulente per il processo sulla morte del fotografo pavese Andy Rocchelli) e direi che non ci sono più dubbi: era un proiettile espansivo, che può essere venduto e utilizzato per la caccia e per il tiro al poligono, ma che è vietato per la difesa personale. Adriatici ha sparato con quel proiettile». «Abbiamo dato una prima visione alle perizie di parte presentate dagli avvocati della famiglia Youns El Boussettaoui, non pensiamo spostino le ricostruzioni di quanto accaduto rispetto alle indagini già svolte dalla procura», spiega invece Gabriele Pipicelli, avvocato che insieme alla collega Colette Gazzaniga, rappresenta Massimo Adriatici. nuove querele per diffamazione Intorno alla vicenda, comunque, continua ad esserci un'elevata attenzione dell'opinione pubblica, soprattutto a Voghera: «Continueremo a querelare chi riteniamo oltrepassi il limite al diritto di critica - spiega Pipicelli -. Anche dopo l'udienza di venerdì, soprattutto su Facebook, ci sono stati commenti pesanti. Io ho già querelato in precedenza, ed è stato disposto un rinvio a giudizio, per un commento in cui venivano fatte allusioni sul fatto che avessi creato prove false nel caso Adriatici». --© RIPRODUZIONE RISERVATA