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roma«La posizione dell'Italia è sempre stata molto chiara: l'aggressione in corso è una chiara violazione della Carta delle Nazioni Unite contro la sicurezza e la stabilità internazionale. Nessun Paese può essere al sicuro se la violazione dei nostri principi e regole comuni rimane impunita»: il ministro degli Esteri Antonio Tajani è il primo tra i rappresentanti europei a intervenire a sostegno della nuova risoluzione dell'assemblea generale dell'Onu sostenuta dall'Ucraina. Il suo discorso, dopo quello del segretario generale dell'Onu Antonio Guterres e prima di quello del segretario di Stato Antony Blinken, ha dato il "la" al fronte occidentale, dopo i tentativi della Bielorussia di sabotare la risoluzione per «una pace giusta» e il ritiro della Russia. Risoluzione che verrà messa al voto di domani e che sarà l'ennesimo banco di prova su cui misurare il consenso internazionale a favore di Kiev, nonché l'isolamento di Mosca. Secondo fonti diplomatiche, c'è già un consenso di 120 Paesi ma si punta almeno a quota 140. Attesi il no dell'India, l'astensione della Cina e il sì del Brasile. Per Tajani è stata anche l'occasione di respingere nuovamente le accuse contro Silvio Berlusconi dopo le sue ultime uscite contro Volodymr Zelensky. «Voglio essere molto chiaro: il governo italiano, il mio partito e il leader del mio partito sono contro l'invasione della Russia e a favore dell'indipendenza dell'Ucraina. Ogni volta Forza Italia e anche Berlusconi hanno votato contro la Russia e a favore dell'Ucraina», ha ribadito alla stampa italiana, assicurando che Berlusconi, pur essendo amico di Vladimir Putin, è «un uomo di pace» e «totalmente pro America». «In questo anniversario - ha osservato il capo della diplomazia dell'Italia, che è tra i 75 co-sponsor della risoluzione - l'Ucraina resiste ancora e noi siamo in piena solidarietà con il Paese e la sua gente. Gli attacchi quotidiani alle loro vite e alle infrastrutture critiche, con costi umanitari devastanti, sono inaccettabili. Devono fermarsi». --