Senza Titolo
paviaLunedì, alle 19, all'Auditorium San Tommaso (Piazza del Lino, 1), il critico cinematografico Pier Maria Bocchi presenterà il suo libro Brivido caldo. Una storia contemporanea del neo-noir (Rubbettino editore, 2020). La presentazione, rivolta agli studenti dell'ateneo e aperta alla cittadinanza. L'ingresso è libero (su prenotazione) fino a esaurimento posti. Per informazioni e prenotazioni, contattare l'indirizzo mail auditorium@unipv.it. Le iscrizioni si chiudono stasera. «Credo sia davvero il primo libro che affronta e contestualizza in maniera approfondita e storica questo genere, il neo-noir, che dalla fine degli anni Cinquanta-Sessanta del '900 ha soppiantato il noir classico» spiega l'autore.Quando si è verificato il passaggio?«L'infernale Quinlan, film del 1958 scritto, diretto e interpretato da Orson Welles, è accettato come il funerale del noir e, contestualmente, il lancio del nuovo. Poi troverà definizione in maniera più approfondita a fine anni Sessanta con Senza un attimo di tregua (1967) e con Il lungo addio, diretto da Robert Altman, tratto dall'omonimo romanzo di Raymond Chandler».In copertina anche la scena iconica con Sharon Stone in Bacis Instinct.«Perché negli anni Ottanta Novanta il neo noir ha vissuto il suo periodo più fecondo. Con il film diretto da Paul Verhoeven, appunto, e Brivido Caldo di Lawrence Kasdan, ma anche con Takeshi Kitano e persino con Tarantino». Due film da non perdere in questa stagione?«Giovedì scorso è uscito un film superbo coreano, Decision to leave, diretto da Park Chan-wook, presentato a Cannes a maggio 2022. Bussano Alla Porta ( Knock at the Cabin) di Syamaln, il regista del Sesto senso». I social rendono più facile o più difficile il lavoro del critico?«Più difficile. E' in corso in questi anni un dibattito sull'utilità della critica cinematografica che viene troppo sottovalutata. Invece è necessaria per fornire gli strumenti giusti di valutazione ed educare alla lettura delle immagini». --m.g.p.