Sesia in secca, appello ai gestori dei laghi «Risparmiate l'acqua»

CANDIA Le pietre del letto del Sesia affiorano in più punti, nella parte finale del corso da Palestro alla confluenza nel Po. La preoccupazione del settore agricolo della Lomellina occidentale è massima, soprattutto in vista dell'imminente avvio della stagione irrigua nelle risaie. La situazione è illustrata da Stefano Tonetti, sindaco di Candia e agricoltore alla frazione Terrasa, un pugno di case e di cascine a pochi metri dall'argine di Sesia. «Non ci resta che pregare - dice - perché siamo di fronte a una fotocopia dell'anno scorso, quando l'acqua dei fiumi e dei torrenti mancava già nelle prime settimane dell'anno. Con i ghiacciai e i nevai ridotti ai minimi storici, non possiamo che sperare nelle piogge primaverili perché due crisi idriche consecutive non sarebbero sostenibili dalle nostre campagne». Il Sesia, già di per sé, è un fiume a regime torrentizio e quindi soggetto a diminuire drasticamente la portata in funzione delle piogge o dello scioglimento delle nevi sulle Alpi. Il nome latino, "Siccida", è un'ulteriore testimonianza della sua tendenza ad asciugarsi o a ingrossarsi quasi all'improvviso. «Io ho puntato su un cereale vernino come l'orzo - aggiunge Tonetti - perché timoroso di un'altra stagione siccitosa: per fortuna le piogge di dicembre hanno inzuppato i terreni, ma se nelle prossime settimane non pioverà e il Sesia non s'ingrosserà, dovrò usare l'irrigazione artificiale con notevole dispendio di tempo e denaro. E non è nemmeno usuale vedere cormorani e siluri che si divorano i pochi pesci rimasti nel Sesia: drammatico segno dei cambiamenti climatici. Così come uno stormo di oche selvatiche dalla livrea bianca che da qualche mese gira fra Terrasa e Mantie». Il segnale d'allarme è stato percepito anche dalla Regione. «È necessario - spiega Massimo Sertori, assessore a Enti locali e Risorse energetiche - che le realtà coinvolte nella gestione dell'acqua si coordinino per trattenere tutta l'acqua possibile in vista della prossima stagione irrigua. Ho chiesto ai gestori degli invasi idroelettrici A2A, Enel ed Edison, e agli enti regolatori dei laghi alpini di adottare da subito ogni misura per l'accumulo di acqua e la massima riduzione delle erogazioni». --U.D.A.