Corte dei conti critica il bilancio di Cilavegna

CILAVEGNAAlcuni rilievi della Corte dei conti sul bilancio del cComune di Cilavegna sono arrivati sul tavolo della sindaca nei giorni scorsi. Niente di vincolante, ma solo un lungo parere, che analizza il bilancio del Comune e consiglia di cambiare alcune cose. A partire dall'accantonare fondi per la gestione del fallimento del Clir. Su questo punto la sindaca Giovanna Falzone spiega: «Dobbiamo fare delle verifiche, anche perché la cosa ci ha sorpreso. Noi ormai da anni siamo usciti dal Clir e comunque la cifra sarebbe irrisoria». Anche perché Cilavegna aveva circa il 3%. La nota dolente potrebbe riguardare Casa Serena. La partecipata del Comune, da sempre in attivo, con il periodo del Covid, come tutte le case di riposo, si è trovata in condizioni di difficoltà. L'amministrazione comunale non ha erogato alcun contributo, ma ha deciso di "scontare" completamente la rata annuale per l'acquisto della sede. Si trattava di un abbuono di circa 80mila euro, che però ha dato ossigeno alle casse dell'ente, provato da un calo di ospiti nella struttura e dalla spese in un primo tempo per dispositivi di protezione e, poi, per i costi dell'energia. Secondo la Corte di conti quello sconto non doveva essere messo a bilancio come un attivo. Altro punto riguarda gli appalti. Alcuni fornitori del Comune hanno iniziato dei lavori durante un esercizio di bilancio, ma gli sono stati pagati nell'anno successivo, pur essendo già terminati. Si tratta di solito di interventi a cavallo dell'anno. Secondo la Corte dei conti i soldi non spesi nell'anno in corso per un lavoro assegnato, vanno stornati su un altro capitolo, per poi essere reinseriti in quello successivo. «Sono rilievi - spiega la sindaca - che sulla vita del comune e dei cittadini non hanno un effetto diretto. Trattandosi di una materia comunque complessa e molto specifica, ci siamo riservati un'analisi accurata di quanto ci è stato segnalato. La effettueremo con gli uffici e non si esclude anche un passaggio in consiglio comunale». --andrea ballone