Poma: «La nuova Becca diventi una priorità per Regione e Anas»

LINAROLO Trovare i fondi per realizzare il nuovo ponte della Becca. Deve essere questo l'obiettivo del territorio, che non solo deve andare in pressing sul Governo, ma anche sulla Regione che, stando all'ex presidente della Provincia Vittorio Poma, può ancora giocare un ruolo fondamentale nella partita che riguarda il reperimento delle risorse, tra i 130 e i 160 milioni di euro. Eppure nel protocollo d'intesa, siglato tra Provincia e Palazzo Lombardia, propedeutico all'Accordo quadro di sviluppo territoriale (Aqst) la Becca compare tra i progetti complementari e non tra quelli prioritari e, nel contratto di programma Anas, aggiornato nel 2020 con lo stanziamento di 2 miliardi e 253 milioni per la costruzione di nuove infrastrutture o il completamento di infrastrutture già esistenti, non c'è traccia del nuovo ponte. Insomma, tutto è ancora fermo al palo. Da qui, sottolinea Poma, la necessità di una svolta in quella che appare la fase più delicata dell'iter che dovrebbe portare alla costruzione dell'opera. Un progetto che «deve essere quanto meno valutato», avrebbe detto il ministro alle Infrastrutture Matteo Salvini nell'incontro di domenica scorsa con gli amministratori locali a Vigevano. «Sono preoccupato - ammette Poma -. Da una parte vedo un eccessivo appiattamento sugli strumenti di programmazione regionale. Dall'altra parte vedo un abbassamento della guardia, in quanto oggi, nonostante la visita del ministro, non abbiamo certezze sulla costruzione del nuovo ponte. Se la valutazione a cui si riferisce il vicepremier è tecnica, non c'è nulla da dire, perché il progetto di fattibilità tecnico ed economica, finanziato dal decreto ponti e appaltato dalla Provincia, sarà trasmesso ai Consiglio superiore dei lavori pubblici per essere valutato. E questo è un passaggio necessario. Ma se la valutazione è di carattere politico facciamo due passi indietro». Il nodo dei finanziamentiPerché a quel punto, sostiene l'ex presidente, si apre la questione fondi. «Esiste un contratto di programma Anas, lo strumento che regola i rapporti fra governo e Anas, concessionario della rete stradale e autostradale. - spiega Poma -. L'attuale contratto riguarda il periodo 2016-2020 ed è quindi già scaduto. Il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile ha approvato l'aggiornamento 2020, possibile perché il governo, con due leggi di bilancio (2019 e 2020) ha messo a disposizione 2 miliardi 253 milioni. Ma non compare alcun finanziamento per il ponte. Occorre quindi che nel nuovo contratto di programma 2021-2025, in fase di elaborazione, siano previste le risorse per il ponte». Il ruolo della RegioneMa non è finita. Perché c'è da giocare anche la carta dell'Aqst. «Inserire il progetto tra quelli centrali, coinvolgendo anche il compartimento Anas di Milano per dargli valenza territoriale, consentirebbe di mettere il nuovo ponte al centro dei progetti strategici, permettendo alla Regione di esercitare pressione sul governo per inserirlo tra gli interventi da finanziare nel nuovo contratto di programma Anas - spiega Poma -. Ora è tra i progetti complementari perché ormai il percorso non coinvolge le istituzioni locali. Bisogna invece uscire da una visione ristretta e burocratica ed entrare in una dimensione più politica di Aqst proprio per agevolare il reperimento di risorse». L'impegno del ministro SalviniIeri il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio ha spiegato che il ministro Salvini ha garantito al Senato tempi rapidi per il rilascio del parere da parte del Consiglio superiore dei lavori e che si lavorerà speditamente per avviare i lavori. --Stefania Prato