Stazione chiusa di notte sgomberati i senzatetto in sette dormono in strada

il casopaviaDopo un'ultima notte "cuscinetto", per i senzatetto della stazione scatta lo sfratto voluto da Ferrovie per tutelare «sicurezza e decoro» tra le due e le quattro. La misura deterrente è entrata in vigore nella notte di martedì, ma nei fatti non applicata: la mediazione pacifica tra gli agenti di polizia e di sicurezza privata ha concesso agli homeless un'ultima sera in cui sono state anteposte le ragioni dell'accoglienza a quelle della legge. Nella notte di mercoledì non è andata allo stesso modo: il termometro segna due gradi, e mancano 15 minuti alle 2 di notte quando le forze dell'ordine si presentano in stazione per rendere effettiva la chiusura voluta da Rfi. Riparati nel corpo laterale dello scalo ci sono sette senza dimora: diversi giovani tra i 27 e i 40 anni, un anziano di 70 che vive in strada da tempo e una signora di 54, circondata dalle sue borse di plastica. Oltre agli addetti di sicurezza privata, due volanti della polizia e una pattuglia di carabinieri del nucleo radiomobile di Pavia si sono occupati di allontanare gli homeless, ai quali sono state chieste le generalità. Lo "sgombero" è avvenuto in modo pacifico e senza proteste da parte di chi, in stazione, cercava di ripararsi dal freddo. Dopo che i vigilantes hanno chiuso le porte dello scalo, i senza dimora si sono dispersi nelle vie limitrofe: alcuni hanno scelto di passare la notte insieme, altri hanno optato per un riparo solitario: l'anziano signore di 70 anni ha organizzato un bivacco di fortuna in uno dei quattro angoli di piazza della Minerva, scegliendo il gradino di una vetrina come letto improvvisato. Un ombrello aperto, poggiato a terra, è stato il suo unico scudo contro il freddo e gli sguardi dei pochi passanti, che mercoledì notte passavano di lì. Il provvedimento-deterrente di Ferrovie doveva scattare il primo gennaio, ma è stato posticipato dall'intervento del vescovo di Pavia, Corrado Sanguineti, che si è speso per guadagnare tempo in favore degli ultimi della notte, in tandem con Caritas e le altre associazioni di volontariato che aiutano i senza tetto della stazione. Per rispondere all'emergenza, l'ente cattolico si è mobilitato per attivare posti in più nel suo dormitorio di via Bernardino da Feltre, e uno dei senza tetto ha già fatto richiesta di accoglienza. Il Comune ha ricavato cinque posti in più nel ricovero di via San Carlo, dove però sono state rinvenute cimici nei letti destinati ai senza tetto. L'amministrazione si è impegnata per una disinfestazione e gli uffici starebbero provvedendo, ma non si sa ancora quando verrà effettuata. --