Addio al prof Vico anima dell'Ulivo e preside di facoltà alla "Cattolica"

VIGEVANO È morto il professor Giuseppe Vico, professore dell'Università Cattolica, dove fu anche preside della facoltà di Scienze della formazione, e per cinque anni, dal 2005 al 2010, anche consigliere comunale eletto nella lista "Uniti nell'Ulivo". Vico, genovese di nascita e vigevanese d'adozione, aveva 84 anni. Da maggio dell'anno scorso era ricoverato nella casa di riposo Fratelli Carnevale di Gambolò, dove da tempo si trovava anche la moglie, Marcella Leonardi, ex docente al liceo Cairoli, colpita fin dal 2019 da una malattia invalidante. «È venuta a mancare una delle figure più importanti ed autorevoli del cattolicesimo democratico della nostra città - dice Valerio Bonecchi, ex sindaco ed ex consigliere comunale di sinistra -. Aveva contribuito ad elaborare il pensiero politico di Vigevano durante la felice stagione dell'Ulivo. Ricordo l'appoggio pieno e convinto che diedi alla sua candidatura a sindaco nel 2005, anche se poi non si è potuto candidare per motivi di salute. Ricordo anche con immenso piacere gli anni trascorsi fianco a fianco sui banchi del consiglio comunale. C'è sempre stata grande attenzione ed interesse nei suoi confronti, l'intera assemblea seguiva tutti i suoi interventi. Purtroppo questa città è intellettualmente più povera, e ciascuno di noi sa con quanto rammarico ci mancano figure come quello del professor Vico». Lo stesso dispiacere, riconoscimento e stima arrivano anche da Ambrogio Cotta Ramusino, sindaco di Vigevano dal 2000 al 2010, nonché preside degli istituti Caramuel, Roncalli e Castoldi quando ancora erano separati. «È stata una figura veramente significativa della nostra città - dice l'ex sindaco -. E non solo perché è stato, per tanti anni, preside di una facoltà della Cattolica, ma anche per quanto riguarda la politica, l'educazione. E poi i suoi scritti e la partecipazione alla vita cittadina». Come descriverebbe la sua figura di consigliere d'opposizione? «È sempre stata una persona molto corretta e capace, con la quale ci si confrontava sempre piacevolmente - continua Cotta Ramusino -. In qualità di consigliere d'opposizione, la sua posizione era magari leggermente diversa dalla mia, ma spesso non si trattava di una diversa idea amministrativa, bensì di una diversa idea politica. Ha sempre dimostrato la sua validità di uomo, più ancora che di professionista o di politico. È una persona che ha dato lustro a Vigevano». Il ricordo degli amiciNon mancano i ricordi ed i pensieri di amici e colleghi. «È morto un amico - conclude Alberto Ascani, insegnante di religione nonché diacono permanente della diocesi di Vigevano dal 1995 -. La nostra amicale frequentazione ha avuto un suo esordio quando don Gabriele, fratello di Marcella, sua adorata moglie, venne inviato come coadiutore a Cassolnovo. Il professor Vico, elegante e riservato, mi incuteva non poca soggezione. Un professore universitario, pedagogo, con quella dottorale impostazione timbrica nel parlare, una dizione "ex cathedra" istintiva anche nell'affrontare temi e discorsi di generi anche opposti, fosse anche una partita di calcio. Col tempo ho colto la natura tollerante e comprensiva del professore, di uomo che sapeva "stare al suo posto" di insegnante e pedagogo, scandagliando l'animo di allievi, colleghi, amici, mostrando di sé la caratteristica peculiare del suo carattere e del "suo stare al mondo": la bontà. Una bontà intelligente, una bontà "civica". È sempre stato un intellettuale cattolico aperto a dialogo e confronto, senza mai scadere in diatribe, scontri verbali, accesi feuilleton. Era un uomo dal pacato parlare e dall'arguto sentire, un docente vicino ai propri studenti. Lo ringrazio, soprattutto per la sua capacità di interpretare l'intera esistenza umana e di cogliere i problemi, una capacità rara soprattutto nel campo delle povertà educative». Per anni Vico è stato anche giudice onorario al Tribunale per i minori di Milano. Oltre alla moglie Marcella, lascia la figlia Cinzia e le due nipoti Aurora e Isabella. I funerali si terranno domani alle 10.30 in Duomo. --Selvaggia Bovani