Dal governo la stretta sul tifo violento Piantedosi: «Adesso massimo rigore»
il casoFrancesco Grignetti /romaForse non ci sarà nessun inasprimento normativo sugli ultras. A voler stringere le maglie, bastano e avanzano le norme esistenti. È quanto dice il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi: «Molto è stato fatto in questi anni, tanto è vero che sempre meno episodi si verificano negli stadi. E che si danno appuntamento in altri luoghi come ieri (domenica, ndr). Non so se giuridicamente si può parlare di Daspo a vita, ma di sicuro posso assicurare che l'attuale sistema di norme consente di adottare provvedimenti adeguati».Le leggi insomma esistono. Negli ultimi anni era stata allentata la presa perché, appunto, le restrizioni avevano funzionato egregiamente. E poi la pandemia aveva imposto una tregua generale. Ora però le cose sono improvvisamente cambiate. E quindi si torna all'antico, con severità. «Mercoledì - dice ancora il ministro - incontrerò al Viminale i vertici del calcio. Un incontro che è già preludio a una prospettiva di rigore e serietà. Emaneremo direttive di particolare rigore. Darò istruzioni affinché si adottino provvedimenti improntati a criteri di massima precauzione». Il che significa, ad esempio, impedire molte trasferte agli ultras. Lo stesso Piantedosi, poche settimane prima di diventare ministro, da prefetto di Roma aveva vietato la vendita di biglietti ai tifosi olandesi in vista di un incontro Roma-Feyenoord, memore dei violentissimi tafferugli che i loro ultras qualche anno prima avevano scatenato nella Capitale. L'Osservatorio sul tifo violento da mercoledì ricomincerà a imporre divieti perché il quadro è drammaticamente cambiato. Né si può dire che avessero del tutto sottovalutato i segnali negativi. Nell'ultima riunione, esaminato il prossimo incontro Napoli-Juventus del 13 gennaio «connotato da elevati profili di rischio», le autorità di polizia suggerivano caldamente di vendere biglietti agli juventini nel settore Ospiti solo se «sottoscrittori dei programmi di fidelizzazione della Juventus»; in tutti gli altri settori dello stadio, invece, sarebbero potuti entrare soltanto i residenti in Campania oppure i «sottoscrittori dei programmi di fidelizzazione del Napoli». Infine si ordinavano controlli rigorosi alla polizia e agli steward che agli ingressi verificassero la corrispondenza tra identità e biglietti nominativi. Il punto è che sempre più gli scontri tra tifoserie violente avvengono lontano dagli stadi come accaduto omenica alla stazione di servizio Badia al Pino sulla A1. La polizia già due anni fa, in suo rapporto, scriveva che gli ultras italiani «hanno mutuato "modi operandi" tipici delle tifoserie europee, primo tra tutti quello di "programmare" scontri in luoghi lontani». E infatti si temeva che qualcosa potesse accadere lungo l'autostrada, visto che romanisti e napoletani si sarebbero sovrapposti. Ma alla fine le pattuglie della Stradale erano poche per tenere a bada centinaia di scalmanati. Ora si indaga freneticamente per identificare i possibili protagonisti. La legge, quanto agli ultras violenti, consente arresti in flagranza differita entro 48 ore dai fatti. E a questo mira la procura di Arezzo, che ha messo al lavoro gli investigatori della questura aretina più la Polstrada, e le Digos di Roma e Napoli, affinché siano identificati il maggior numero dei violenti. L'obiettivo è arrestarne un certo numero entro oggi. Si sa che a picchiarsi erano più di trecento; da subito ne hanno identificati centottanta (cento romanisti, ottanta napoletani). Tra le fattispecie di reati che potrebbero essere contestare ci sono rissa aggravata, interruzione di pubblico servizio, blocco stradale, danneggiamento, lancio pericoloso di oggetti e, in altre eventuali condotte più gravi contro l'incolumità dei viaggiatori, potrebbe scattare anche il reato più grave di attentati alla sicurezza dei trasporti (che prevede fino a cinque anni di pena). «Con i teppisti e i criminali delle curve - dice il segretario nazionale dell'Associazione nazionale funzionari di polizia, Enzo Marco Letizia - è aberrante qualsiasi apertura di credito». Per questo motivo, i funzionari di polizia chiedono con forza che sia resa obbligatoria la tessera del tifoso per qualsiasi tipo di trasferta. «Inoltre è necessario che le società, interrompendo ogni forma di ammiccamento, assicurino che i posti assegnati e numerati siano occupati dai soli titolari del relativo biglietto nominativo». --© RIPRODUZIONE RISERVATA