Stazione, la chiusura notturna slitta alla prossima settimana

Silvio Puccio / paviaLa chiusura notturna della stazione slitta alla settimana prossima. Lo comunica Rfi, che ha deciso di «concedere più tempo» per trovare soluzioni di ospitalità ai senza dimora che lì si rifugiano in cerca di calore. Nella notte di venerdì erano sei gli homeless che hanno preparato il loro bivacco nella "scatola di vetro": il corpo laterale dello scalo treni dove c'è il sottopasso che porta verso via Bricchetti. Non c'è ancora una data certa per l'entrata in vigore del provvedimento, ma lo spiraglio aperto da Ferrovie offre alle associazioni di volontariato più margine per accompagnare i senza dimora verso altre soluzioni.Dalle 2 alle 4 di notteLa misura motivata dall'azienda per garantire «sicurezza e decoro» doveva essere operativa dal primo gennaio, e prevede la chiusura del sottopasso pedonale dalle 2 alle 4 di notte, mentre l'atrio principale è serrato già all'1.20, dopo l'arrivo dell'ultimo treno da Milano. Sulle porte a vetri dello scalo (alcune portano i segni di quelli che potrebbero essere atti di vandalismo) sono già comparse catene e lucchetti. L'intercessione del vescovo di Pavia, Corrado Sanguineti, ha consentito una prima proroga di 48 ore, ora estesa fino alla prossima settimana. La chiusura notturna della stazione rientra all'interno di un più ampio «provvedimento che coinvolgerà tutte le stazioni della Lombardia», ha detto il sindaco leghista Fabrizio Fracassi alle associazioni di volontariato, che nei giorni scorsi si sono attivate a sostegno dei senza tetto. «Il vescovo è stato ascoltato», afferma don Tassone di Caritas. «Dobbiamo dialogare tra enti per garantire la dignità: il decoro della città passa anche dalla sicurezza dei fratelli in difficoltà». Caritas ha ricavato quattro posti aggiuntivi nel suo dormitorio di via Bernardino da Feltre, altri cinque sono allestiti dal Comune nel ricovero di via San Carlo. Da ieri, ospita il primo senza tetto che ha deciso di andare. In totale, i posti allestiti sono nove, per una quindicina di persone che di solito gravitano intorno alla stazione. Il referente di Caritas ha lanciato un appello per trovare uno spazio agli homeless che non vogliono (o non sono in grado) di aderire alle regole dei dormitori. «Se ci sono persone in grado di fornirci un luogo adatto da attrezzare per chi non può o non vuole stare in dormitorio, si faccia avanti», ha detto Tassone. L'opportunità di allestire una struttura da usare per i bivacchi è stata esclusa dal sindaco, durante un incontro con la rete che assiste i senza dimora. Dove andranno quando la stazione sarà chiusa di notte, è un nodo ancora da sciogliere.Gli "irriducibili"Nella notte di venerdì la stazione offriva riparo a sei senza dimora, che hanno passato notte infagottati dentro le coperte stese sul pavimento. Alcuni di loro sono anziani e in strada da tanto. Numero in diminuzione: nei giorni precedenti superavano la decina. «Sono gli irriducibili - dice una volontaria della rete che si occupa dell'assistenza a chi vive in strada, come Croce rossa e altre associazioni - alcuni si saranno spostati in altre parti della città, mentre chi è in strada da più tempo vede la stazione come un'alternativa più sicura». --