Il ricatto di Putin col petrolio Meloni chiama Zelensky «Al tuo fianco, vieni a Roma»

il casoGiuseppe Agliastro / moscaLa Russia di Putin torna a tuonare minacce contro l'Ucraina. In un'intervista alla Tass, il capo della diplomazia russa si è esibito in frasi condite di retorica snocciolando i temi più cari alla propaganda di guerra del Cremlino. E soprattutto ha dichiarato che il governo di Kiev deve esaudire «amichevolmente» le richieste di Mosca: «In caso contrario - è il duro avvertimento di Lavrov - sarà l'esercito russo a occuparsi della questione».Sono parole che suonano come un ultimatum quelle pronunciate dal ministro degli Esteri russo, che seguendo fedelmente il copione del Cremlino è tornato a chiedere «la smilitarizzazione e la denazificazione» dell'Ucraina: obiettivi che si basano sulla menzogna secondo la quale il governo di Kiev sarebbe un covo di fascisti, cioè su una falsità che il regime di Putin ha usato come pretesto per invadere l'Ucraina. Lavrov ha chiesto anche «l'eliminazione delle minacce alla sicurezza della Russia» e ha chiamato «nostre nuove terre» i territori ucraini che il Cremlino si è annesso illegalmente e che occupa (ma solo in parte) con le sue truppe. E qui è evidente il contrasto con le richieste del presidente ucraino Zelensky, che parla di una «pace giusta» senza compromessi sull'integrità territoriale dell'Ucraina e chiede il ritiro dei soldati russi non solo dai territori occupati quest'anno, ma anche da quelli, come la Crimea, che Mosca di fatto controlla dal 2014 in violazione del diritto internazionale.La risposta di Kiev non si è fatta attendere. «La Russia deve affrontare la realtà», ha dichiarato il consigliere presidenziale ucraino Mikhaio Podolyak, che poi ha ribaltato le parole di Lavrov affermando che «l'Ucraina smilitarizzerà la Federazione Russa fino alla fine, cacciando gli invasori da tutti i territori occupati».Di fronte all'invasione delle truppe russe, i Paesi occidentali hanno sostenuto l'Ucraina anche con forniture di armi, e ieri il ministro degli Esteri russo non ha risparmiato affondi contro di loro. «Non è un segreto per nessuno che l'obiettivo strategico degli Usa e dei suoi alleati della Nato sia quello di sconfiggere la Russia sul campo di battaglia come un modo per indebolire significativamente o persino distruggere il nostro Paese», ha detto Lavrov sorvolando sulle colpe della Russia nell'inizio di questa guerra atroce.La settimana scorsa Zelensky è stato negli Usa, e Washington ha promesso a Kiev i sistemi di difesa missilistica Patriot. Ieri il presidente ucraino ha invece parlato al telefono con Giorgia Meloni e ha dichiarato che la premier italiana lo ha «informato» che a Roma «si sta valutando la questione della fornitura di sistemi di difesa aerea a protezione dei cieli ucraini». Le violenze intanto non si fermano. Secondo la Reuters, nuovi bombardamenti delle forze armate russe si sono registrati ieri sulle città dell'est e del sud dell'Ucraina, mentre continuano i combattimenti nel Donbass, e in particolare nella zona di Bakhmut, che i soldati russi cercano da tempo di conquistare.La guerra ordinata da Putin ha ucciso decine di migliaia di persone e ha attirato su Mosca nuove sanzioni occidentali. I G7 (Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Gran Breatgna e Usa), l'Ue e l'Australia hanno anche imposto un tetto massimo di 60 dollari al barile per il petrolio russo dicendo di voler "impedire alla Russia di trarre profitto dalla sua guerra di aggressione contro l'Ucraina". Ieri è arrivata la risposta di Putin: un decreto che dal primo febbraio vieta per almeno cinque mesi di vendere il greggio russo ai Paesi che adottano il price cap. A meno che non ci sia un "permesso speciale" del leader del Cremlino. La Reuters sottolinea che, secondo alcuni analisti, nell'immediato il price cap potrebbe avere un impatto limitato sui proventi di Mosca visto che il prezzo del petrolio è già sceso a un livello vicino a quello del tetto, ma che potrebbe limitare la capacità della Russia di trarre profitto da future impennate dei prezzi. --© RIPRODUZIONE RISERVATA