Il presepe vivente di Zavattarello torna con due rappresentazioni
Roberto LodigianiTorna il Presepe vivente di Zavattarello, a tre anni dall'ultima edizione, svoltasi nel 2019, prima che il Covid bloccasse tutto. Sabato, vigilia di Natale, dalle nove e mezza di sera fino alla messa della Notte santa, e lunedì 26, giorno di Santo Stefano, dalle cinque del pomeriggio, le vie del borgo vecchio si trasformeranno in un angolo di Betlemme, fino alla capanna dell'avvento, con l'asinello e i Re Magi a venerare il Bambin Gesù. Non mancherà la novità di uno dei cento figuranti in costume che svolgerà il ruolo del censore, un magistrato romano.L'evento, ormai entrato nella tradizione natalizia, è organizzato dall'associazione culturale «Presepe passione» e dai suoi volontari che con il loro impegno e dedizione hanno fatto sì che l'appuntamento si ripetesse ogni Natale, da 23 anni. «Per noi abitanti di Zavattarello - sottolinea il vicesindaco Mauro Colombini - Il presepe vivente è motivo di grande orgoglio. Un plauso all'associazione "Presepe e passione" che da tempo porta avanti con entusiasmo questo evento e che riesce a coinvolgere larga parte della popolazione. Siamo pronti a riaprire le porte del nostro borgo antico, per l'ultimo appuntamento di una stagione turistica 2022 che è stata entusiasmante, con l'apice raggiunto durante le Giornate medievali di Ferragosto, in cui si sono registrate oltre 4000 presenze».Il materiale d'epoca conservato al "Magazzino dei ricordi" consente la ricostruzione dettagliata e il più fedele possibile di un antico villaggio, con gli attrezzi ancora funzionanti e le ambientazioni. Lungo le stradine del borgo medievale di Zavattarello, i visitatori incrociano un falegname, un ciabattino, un cestaio, una locanda, una casa patrizia, il forno dove si possono gustare focaccine calde, il mercato arabo, il mugnaio che setaccia le farine. Non mancano i centurioni romani e altre figure caratteristiche del presepe tradizionale.«Ogni scena allestita - spiegano gli organizzatori - è una viva riproduzione della vita di un tempo. È come tornare indietro nei secoli, senza essere più semplice spettatore, ma parte integrante della quotidianità di un'epoca poi non troppo lontana. Chiunque, infatti, può mangiare il pane appena sfornato, bere il vino novello, toccare la lana filata e il mantello delle pecore. Questo è il nostro modo di celebrare uniti il Natale di Gesù». --© RIPRODUZIONE RISERVATA