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Maria Fiore / PAVIAL'ex area industriale in viale Campari, che fino a qualche anno fa ospitava Divani&Divani, vicino alla Coop, è al centro di un progetto di recupero. In Comune è partito l'iter che dovrà ridare a questa area dismessa - 6mila metri quadrati tra capannoni a due piani e un cortile interno - una nuova funzione, sottraendola al degrado che l'aveva trasformata, negli ultimi anni, in un rifugio per sbandati. Così una settimana fa, in seguito all'arresto di un 29enne trovato in possesso di droga, la proprietà è entrata nell'immobile con la polizia e ha sgomberato i locali. Qui sono state trovate alcune persone e tracce di bivacchi. Il progetto di recupero punta quindi anche a mettere in sicurezza l'area.il progetto di recuperoL'obiettivo della proprietà, un gruppo immobiliare di Milano che oltre trent'anni fa aveva concesso in affitto la struttura al negozio di arredamenti, è ristrutturare l'edificio per metterlo a disposizione di altre attività commerciali. Sarebbero già in corso alcune trattative. Il piano terra, dove un tempo c'era l'esposizione dei divani, è destinato ad ospitare ancora esercizi commerciali di media distribuzione, mentre il piano superiore attività di terziario.L'area si trova al numero 77 di viale Campari, separata da via Cascina Spelta da un'altra area dismessa, l'ex pastificio Liberale. Il progetto è stato affidato all'ingegnere di Pavia Augusto Graziadei, conosciuto per avere progettato, con il suo studio, il nuovo Palalido di Milano. «L'edificio sarà recuperato con una diminuzione della volumetria - spiega Graziadei -. Saranno inoltre sistemate le aree interne, con la creazione di parcheggi, aree verdi e una viabilità interna». l'iter delle autorizzazioniLa proprietà, oltre ai capannoni visibili dalla strada, da viale Campari, è composta da altri locali che affacciano sul sedime interno e da un secondo piano che un tempo ospitava un bar. La proprietà ha avviato l'iter per il recupero edilizio con la richiesta, alla fine di novembre, delle autorizzazioni alla Commissione paesaggio del Comune di Pavia, che ha risposto rinviando la decisione e chiedendo un approfondimento del progetto dei parcheggi e del verde. «Una questione burocratica che è stata già sistemata, ci auguriamo tempi brevi - dice il progettista -. Questo è il primo passo, poi chiederemo le altre autorizzazioni». L'intervento per la messa in sicurezza da parte della proprietà è già cominciato: subito dopo lo sgombero gli ingressi dell'edificio sono stati chiusi. «Si è deciso di saldare i portoni per evitare altri accessi e occupazioni abusive - spiega ancora il progettista -. I lucchetti messi in precedenza sono stati purtroppo rotti. È stato lasciato aperto, ma protetto con catena, un unico ingresso».Questo, nelle intenzioni della proprietà, dovrebbe scongiurare altri insediamenti, in attesa che il progetto di recupero venga approvato e realizzato. --