Giochi da tavolo per i detenuti «Sono strumenti educativi»
lA STORIAI giochi da tavolo entrano nella casa circondariale di Voghera. Il progetto, proposto da Laura Spianelli, Stefano Veronesi e Davide Scamarda, dell'associazione ludico culturale Aerel di Pavia, è stato accolto favorevolmente dal direttore della casa circondariale di Voghera, Davide Pisapia, e dal personale dell'Ufficio Educatori, coordinato dalla dottoressa Adele Ianneo.I volontari si recheranno alla casa circondariale di via Prati Nuovi due volte al mese, e spiegheranno ai detenuti lo svolgimento dei vari giochi in scatola, coinvolgendoli in avvicenti sfide. Si spazia da Splendor a Pozioni Esplosive, Herbaceus e Carcassonne, ma anche Nome in Codice e Tumblin Dice. Sono stati scelti giochi più complessi rispetto ai classici come Risiko o Monopoli, ma in grado di innescare comunque una sana competizione. L'importanza del gioco da tavolo in un contesto come il carcere viene cosi spiegata dai responsabili del progetto: «Questi giochi hanno la proprietà educativa di poter isolare per un periodo di tempo definito un gruppo di persone, che vengono focalizzate su un unico compito astratto, decontestualizzato, leggero e ludico. Grazie a questo strumento, si possono ricreare delle dinamiche di relazione autentiche, attraverso le quali trasmettere contenuti educativi diretti, come il concetto di rispetto, legalità e comunicazione». I volontari coinvolti nel progetto e soci dell'associazione Aerel di Pavia sono: Laura, Stefano, Davide, Emilio, Nicole, Eugenio, Veronica, Luciano, Ambra, Roberta e Simone. Il senso dell'iniziativa tocca anche la sfera emozionale dei detenuti: «Questi giochi da tavolo hanno anche la componente astrattiva intesa come dimensione di "vuoto" che l'operatore e l'utente coinvolto nell'attività possono riempire con emozioni autentiche e spontanee anche se slegate dal contesto generale, in questo caso rappresentato da una struttura penitenziaria. Emozioni che restano autentiche perchè nate in seno alla sessione di gioco», spiegano i responsabili del progetto. --ALESSANDRO QUAGLINI