Migranti, sale la tensione fra Italia e Francia
Francesco Grignetti / ROMATraballano i rapporti tra Francia e Italia, mentre la nave umanitaria «Ocean Viking» in serata dirige verso il porto di Tolone con i 234 profughi a bordo. Per tutto il giorno volano accuse incrociate. Il governo francese ha infatti accolto l'imbarcazione gestita dalla Ong transalpina Sos Mediterranee come un enorme sacrificio a cui è stata costretta. «L'Italia è stata molto disumana», accusa. Non c'è più traccia degli accordi verbali a cui si accennava lunedì. I francesi aprono insomma un porto per la prima volta e lo fanno «in via del tutto eccezionale» perché non sia considerato un precedente. Per reazione stracciano un accordo di qualche mese fa, il Meccanismo di solidarietà europeo, per il ricollocamento in Francia di 3500 richiedenti asilo. C'è da dire che finora ne avevano accettato 38. La reazione del ministro Gerald Darmanin non ha precedenti. Ha disdetto l'accordo concordato con Luciana Lamorgese. Ha chiesto «a tutti gli altri partecipanti al Meccanismo di solidarietà europeo, in particolare alla Germania, di fare lo stesso». Parigi, inoltre, «adotterà misure di rafforzamento dei controlli alle nostre frontiere interne con l'Italia e trarrà le conseguenze dell'atteggiamento italiano sugli altri aspetti delle relazioni bilaterali». Saranno inviati 500 agenti per bloccare qualsiasi migrante che tenti di varcare il confine. La Francia infine vuole organizzare con la Commissione Ue e con la Germania, «una riunione che metterà in piedi, nel pieno rispetto del diritto internazionale, il quadro che permetterà di trarre le conseguenze dell'atteggiamento italiano e di regolamentare meglio le azioni di soccorso in mare per le navi delle Ong». Una cintura di sicurezza contro il governo Meloni. Parigi si mostra particolarmente assertiva perché a sua volta si trova sotto il fuoco furibondo della destra francese. Si fa notare Marine Le Pen, l'alleata di Matteo Salvini: «Accettando per la prima volta che una nave sbarchi dei migranti in un porto francese - scrive - Macron lancia un drammatico segnale di lassismo». Roma, da parte sua, reagisce con stupore. Meloni tace, ma parla il ministro degli Esteri, Antonio Tajani: «Dalla Francia è una reazione spropositata». Oppure il sottosegretario alla Presidenza Giovanbattista Fazzolari, molto vicino alla premier: «Comportamento totalmente scomposto». Il più duro di tutti, è Piantedosi. «La reazione che la Francia sta avendo di fronte alla richiesta di dare accoglienza a 234 migranti è totalmente incomprensibile di fronte ai continui richiami alla solidarietà dovuta a queste persone». Per Piantedosi, va sottolineato soprattutto «quanto la postura delle altre nazioni di fronte all'immigrazione illegale sia ferma e determinata». Invoca cioè una reciprocità della durezza. «Quello che non capiamo è in ragione di cosa l'Italia dovrebbe accettare di buon grado qualcosa che gli altri non sono disposti ad accettare». In Italia - spiega - quest'anno sono sbarcate quasi 90.000 persone. Il Meccanismo di solidarietà europeo che ora Parigi disconosce prevedeva che 13 Paesi europei si impegnavano a ricollocare complessivamente circa 8.000 persone («Meno di un decimo degli arrivi»). Finora però ne erano state ricollocate 117; in Francia appena 38. «A fronte di questi ricollocamenti assolutamente insufficienti - dice ancora - si vuole imporre il principio che l'Italia sia l'unico approdo d'Europa possibile per gli immigrati illegali». Se così vanno le cose, conclude Piantedosi, prima ancora che la Francia sarà lui a strappare l'accordo. «L'Italia non potrà dare la propria adesione a un Patto europeo non adeguatamente bilanciato tra misure di solidarietà e di responsabilità». La proposta italiana è un Piano europeo per l'Africa. «Lavorare insieme per fermare le partenze dal Nord Africa», dice il titolare dell'Interno. Ma sembra tardi per trovare un accordo. --© RIPRODUZIONE RISERVATA