Meloni lancia maxi sconto per le aziende che assumono e usa l'Ugl per isolare la Cgil
il retroscenaLuca Monticelli / ROMAGiorgia Meloni punta a disinnescare il conflitto sociale, ma la sua tentazione segreta è rompere l'unità sindacale per isolare la Cgil. L'autunno è già abbastanza caldo e il governo non vuole correre il rischio di dover affrontare anche un inverno bollente. L'obiettivo è portare in parlamento la legge di bilancio a dicembre con l'appoggio, o perlomeno senza l'ostilità dichiarata dei sindacati. Magari con il placet di tre sindacati su quattro, visto che la Cgil già minaccia la mobilitazione. Un'intesa senza la Cgil non sarebbe un inedito, è già successo con il governo Berlusconi di cui Meloni faceva parte.Oggi alle 16 la presidente del Consiglio ha convocato le organizzazioni sindacali a Palazzo Chigi, e a differenza degli ultimi incontri svolti da Mario Draghi in sala Verde, oltre a Cgil, Cisl e Uil ci sarà anche l'Ugl, la sigla amica, da cui proviene ad esempio Claudio Durigon, il sottosegretario leghista al ministero del Lavoro. «Credo nei corpi intermedi e nella serietà di chi vive determinate questioni ogni giorno», ripete spesso Meloni ai suoi collaboratori. La settimana scorsa la ministra del Lavoro Marina Calderone ha incontrato le parti sociali, e adesso la presidente del Consiglio vedrà i leader dei sindacati confederali. L'inizio non è stato idilliaco, con Landini, Sbarra e Bombardieri che non sono rimasti entusiasti dalla nomina di Calderone, una tecnica che, secondo loro, è sempre stata dalla parte delle imprese con la Fondazione dei consulenti. «Era meglio un ministro politico», sospira un dirigente della triplice. Ma tant'è, quel che conta sono le proposte concrete. «Con Draghi eravamo abituati a essere informati all'ultimo momento di cose che erano già state decise, ora vediamo se sarà diverso», dice Maurizio Landini. Il segretario della Cgil appare freddo rispetto ai primi progetti fatti filtrare dell'esecutivo, soprattutto su fisco e pensioni. Al di là della vicinanza dell'Ugl, il sostegno di Cisl e Uil è tutt'altro che scontato, però Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri considerano positivi gli annunci di Giorgia Meloni su cuneo, premi di produttività e benefit aziendali.La premier metterà sul tavolo una super deduzione del 120% per le aziende che incrementano il personale, agevolazione che può salire al 150% se vengono contrattualizzate persone fragili. E' la ricetta della leader di Fratelli d'Italia per combattere la precarietà. La misura in campo per far crescere i salari riguarda il potenziamento dei fringe benefit, quei compensi erogati in busta paga sotto forma di beni e servizi (ad esempio i buoni pasto) che sono esentasse. L'ultimo decreto Aiuti dell'esecutivo Draghi aveva innalzato il limite a 800 euro, includendo le spese per le utenze domestiche e riservando 200 euro per la benzina. Il tetto per il 2023 potrebbe essere portato a mille euro. L'altra mossa per irrobustire il potere d'acquisto dei lavoratori è rendere più convenienti i premi di produttività, abbassando l'aliquota dal 10 al 5% fino a 3mila euro annui. Infine il cuneo fiscale. La presidente del Consiglio ha già annunciato di voler confermare lo sgravio di due punti dei contributi previdenziali fino ai 35 mila euro di reddito, per arrivare in futuro a un taglio di 5 punti per due terzi a beneficio dei lavoratori e per un terzo a favore delle aziende.L'altra norma che piace ai sindacati, destinata a finire in manovra sempre in chiave anti rincari, è l'allargamento dei beni di prima necessità che godono dell'aliquota Iva agevolata al 5%, e un'imposta più severa sugli extra profitti delle imprese energetiche. Più complicata appare la discussione sulle pensioni e sul reddito di cittadinanza, che peraltro registra già delle tensioni interne alla maggioranza tra Lega e Fdi. «Il mio compito è fare sintesi», sottolinea la ministra Calderone. Quanto alla previdenza, i sindacati vorrebbero Quota 41 indipendentemente dall'età anagrafica (che invece verrà fissata a 61-62 anni) e apprezzano la proroga di Opzione donna e dell'Ape sociale. Comunque, ci sarà tempo per trattare. C'è la volontà di «dialogare con tutti», spiega una fonte vicina al dossier, ma se la Cgil vorrà sfilarsi per andare in piazza «cercheremo un accordo con chi ci sta».© RIPRODUZIONE RISERVATA