Zuppa di verdure sul quadro di Van Gogh una pavese tra gli attivisti al museo di Roma
la storiaSilvio Puccio / pavia«È stato un modo per alzare l'asticella del conflitto. Dovremmo arrabbiarci per quello che stiamo facendo al clima, non per mezza confezione di zuppa tirata su un quadro, peraltro protetto dal vetro. «Lo rifarei di nuovo, se necessario». Così parla Bjork Ruggeri: ventenne di Pavia, ex studentessa del Cairoli ora iscritta a Filosofia a Milano. È una delle attiviste di Ultima Generazione che venerdì ha simulato lo sfregio del Seminatore di Van Gogh esposto a Roma, palazzo Bonaparte: il vetro protettivo è stato imbrattato lanciando zuppa di verdure, poi gli attivisti si sono incollati a una tela «che non è stata scelta a caso, vista la crisi alimentare e climatica che già adesso viviamo. Se continuiamo così, non sapremo come produrre cibo», aggiunge la ragazza, che rischia fino a cinque anni per il reato di deterioramento, deturpamento o imbrattamento di beni culturali o paesaggistici.Non ci interessa sensibilizzareMovimento di disobbedienza civile per il clima nato a fine 2020, gli attivisti di Ultima Generazione sfruttano la comunicazione come strumento per avanzare due rivendicazioni: stop ai combustibili fossili e aumento massiccio della produzione di energia rinnovabile. A maggio, il movimento si è fatto conoscere per i blocchi stradali messi in atto anche a Pavia, poi le azioni si sono spostate nei musei: prima incollando le mani alle opere d'arte, ora utilizzando anche il cibo, come già fatto in alcuni spazi espositivi europei da altre digle ambientaliste. Ruggeri non sembra preoccupata dai possibili effetti controproducenti dei loro messaggi, lanciati usando confezioni di minestra. E a chi parla di gesto vandalico, come ha fatto la presidente del consiglio Meloni, risponde così: «Il nostro obiettivo è fare pressione sul governo, non farci amare. A differenza di altri movimenti ambientalisti, le nostre azioni non servono per sensibilizzare, ma creare polarizzazione all'interno dell'opinione pubblica. Per questo mettiamo in conto una nutrita parte di critiche». La ragazza dice di accettarle per un motivo: «La situazione climatica e così grave che trovo ridicole le condanne mediatiche che ci sono arrivato. Dovremmo arrabbiarci per la siccità prolungata di questa estate, per le temperature eccezionali dell'autunno, per le alluvioni che arriveranno. Un collasso ecoclimatico che la politica non vuole risolvere. Ammetto che usare il cibo possa essere uno spreco, ma è ben poca cosa di fronte alle catastrofi che gas e carbone causano all'ambiente e sulla produzione alimentare. Le nostre azioni sono dirette e non violente: non facciamo male a nessuno ma sappiamo che possiamo creare un disagio che è ben poca cosa rispetto alla situazione attuale. Al massimo, mettiamo in pericolo noi stessi».lottare per il futuroSe le chiedi come mai ha scelto di mettersi in gioco in prima persona, Ruggeri afferma: «Ho paura di non poter realizzare le mie ambizioni, per questo sento l'esigenza di ribellarmi. Vedo le mie speranze per il futuro funestate dall'incertezza climatica sta causando. Compiendo queste azioni, io lotto per concentrare l'attenzione sul mio avvenire, che è minacciato dalla crisi. In un certo senso, sto cercando di salvarmi. La mia speranza è smettere di fare queste cose, perché vorrà dire che la nostra lotta è stata ascoltata». Ieri, la società che ha organizzato l'esposizione della mostra ha fatto sapere che il quadro di Van Gogh colpito dagli attivisti non ha subito danni, e da oggi tornerà a essere esposto a palazzo Bonaparte. --