In Lomellina spunta una nuova garzaia lo zoologo Bogliani: un evento straordinario
Una nuova colonia di aironi in Lomellina, nell'area naturalistica del canneto Boverio, a Nicorvo, al confine con il Novarese. La scoperta è da attribuirsi ai volontari dell'associazione Burchvif, con sede nel paese novarese di Borgo Lavezzaro, che hanno operato nel biotopo del canneto Boverio acquistato anni prima dalla stessa associazione grazie a una generosa donazione di Maria Grazia Boverio e al contributo della Lipu.grande soddisfazioneAccertare la presenza di una nuova garzaia - spiega Giuseppe Bogliani, docente del dipartimento di Scienza della terra e dell'ambiente all'Università di Pavia - è un evento straordinario anche in questo territorio. È una soddisfazione enorme, che premia gli sforzi di tante persone appassionate che dedicano una parte rilevante del proprio tempo libero alla sorveglianza, gestione e manutenzione nelle oasi create negli scorsi decenni».Dai sopralluoghi effettuati e dall'esplorazione con un drone è emerso che quest'anno la garzaia del canneto Boverio ha ospitato circa 25 nidi di airone guardabuoi, nove di airone rosso, quattro di garzetta, sette di nitticora, tre di sgarza ciuffetto e due di marangone minore. Cinque specie su sei sono incluse nella direttiva Uccelli relativa alla conservazione degli uccelli selvatici: quindi, «devono essere previste misure speciali di conservazione per quanto riguarda l'habitat, per garantire la sopravvivenza e la riproduzione di dette specie nella loro area di distribuzione». carte in regolaIl sito ha le caratteristiche per essere trasformato in Zona di protezione speciale (Zps) nel caso in cui il fenomeno della nidificazione di un numero così elevato di specie importanti diventasse regolare. A questo proposito, è interessante rilevare che nel canneto Boverio nidifica con certezza il tarabusino e che il tarabuso vi ha nidificato per diversi anni e forse lo fa ancora. «Sette specie della direttiva - prosegue Bogliani - sembrano abbastanza per richiamare l'attenzione su questo piccolo ma straordinario biotopo, cui si possono aggiungere altre tre specie che frequentano regolarmente l'area: il martin pescatore, l'averla piccola e il falco di palude».La storia delle garzaie parte da lontano. Mezzo secolo fa i ricercatori dell'Università di Pavia avevano dimostrato che la Lomellina e, più in generale, le risaie del Nord-ovest ospitavano le popolazioni più numerose d'Europa di ardeidi coloniali, che nidificano in gruppi di centinaia o migliaia di coppie in uno stesso luogo con i nidi ravvicinati. Negli anni Ottanta quasi tutte queste garzaie furono protette come riserve o monumenti naturali, o all'interno dei parchi regionali. Le specie presenti erano nitticora, garzetta, airone cenerino, airone rosso, sgarza ciuffetto, cui si aggiunsero l'airone guardabuoi e il bianco maggiore. --Umberto De Agostino