Da Mattarella sostegno a Kiev e "l'urgenza" del dialogo

Chi va in piazza contro la guerra non è fuori tema. Per la prima volta dall'aggressione russa in Ucraina ci sono segnali che inducono a sperare. Si sta parlando un po' meno di scontro atomico e po' più di come scongiurarlo.L'Occidente ragiona concretamente sulle possibili vie d'uscita, perché all'orrore delle stragi si somma la stanchezza delle pubbliche opinioni. La pace, per dirla con Sergio Mattarella, «continua a gridare la sua urgenza». E se troppi mesi sono passati senza passi avanti verso una tregua, adesso è più che mai il momento di prodigarsi per mettere fine alle ostilità. Che sia una pace «giusta», precisa a scanso di equivoci il presidente della Repubblica: non certo quella imposta dai carri armati di Mosca in violazione del diritto internazionale e a spese del popolo ucraino. La collocazione dell'Italia al fianco di Kiev rimane fuori discussione, da questo punto di vista non c'è nulla di nuovo. Ma è un fatto che l'accento di Mattarella cada con sempre maggiore insistenza sull'importanza della diplomazia, sulla necessità di riallacciarne i fili. Ne aveva parlato un mese fa ad Assisi, poi insieme al presidente francese Emmanuel Macron nella conferenza promossa da Sant'Egidio a Roma, quindi di nuovo ieri nel suo discorso a Bari. Il 4 novembre un tempo si festeggiava la vittoria nella Grande guerra, il coronamento dell'unità d'Italia, l'approdo del nostro Risorgimento. Mattarella non rinnega nulla di tutto ciò, anzi. Lo accompagna tuttavia con una riflessione, molto attuale e molto dolente, sui costi umani dei conflitti. Ricordare le guerre con i loro orrori aiuta a evitarle in futuro. Onorare i caduti è necessario perché il loro sacrificio insegni qualcosa. L'oblio sulla nostra storia non aiuta la causa della pace. Ai profeti disarmati che non distinguono tra la ragione e il torto il presidente rammenta l'importanza di garantire la sicurezza collettiva con una Difesa comune europea, adeguando il nostro strumento militare alle nuove sfide tecnologiche. Propone che d'ora in avanti la Giornata dell'Unità Nazionale si allarghi e abbracci pure le Forze armate, come segno di gratitudine per le donne e gli uomini che ne fanno parte. --© RIPRODUZIONE RISERVATA